L’asse con il presidente della Regione, Renato Schifani, anche nella bufera, tiene. Fonti vicine a Ignazio La Russa fanno sapere all’ANSA che il presidente del Senato ed esponente di punta di FdI “mai è entrato nelle vicende interne a un partito” e “quel che è certo è che ha sempre apprezzato il lavoro del presidente della Regione siciliana Renato Schifani”.
Una sintonia antica, non solo per la scelta di una candidatura. Che sembra confermata in un frangente politico arduo, per il centrodestra siciliano, con il braccio di ferro e l’ipotesi delle dimissioni di Schifani. La presa di posizione del presidente del Senato, anche in altre occasioni, non si è mai discostata dal giudizio di fondo.
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Cosa può succedere, adesso? Tutte le strade sembrano aperte. Si profila un incontro a tre Tajani-Minardo-Schifani per risolvere la crisi politica, in Sicilia, con la contrapposizione tra il commissario regionale di Forza Italia e il governatore, che degli azzurri è il presidente del Consiglio nazionale.
In Forza Italia, ma non solo, cresce intanto la tensione per le eventuali dimissioni di Schifani, che martedì sera ha riunito i suoi fedelissimi a Palazzo d’Orleans. La mossa comporterebbe lo scioglimento dell’Ars e la chiusura anticipata della legislatura. In caso di dimissioni si dovrà andare al voto entro tre mesi: la prima finestra utile sarebbe quella del 13 dicembre e fino a quella data il governo si limiterebbe all’ordinaria amministrazione.




