TRAPANI – Dopo settimane di voci e indiscrezioni Antonio D’Alì è ufficialmente in campo nella corsa alla poltrona di sindaco di Trapani. A sostenere il senatore di Forza Italia un’alleanza con il Psi del deputato regionale Nino Oddo, il movimento Noi per Trapani di Livio Marrocco e Noi con Salvini. L’investitura ufficiale in un hotel del lungomare Dante Alighieri di Trapani, davanti a oltre 500 simpatizzanti. “Trapani è ferma da dieci anni – afferma D’Alì -, da quando in città portammo l’America’s Cup. Quell’evento avrebbe dovuto rappresentare un punto di partenza e invece la città è ferma da allora”. Accanto al senatore di Forza Italia anche Luigi Nacci, candidato socialista a Erice sostenuto dall’asse D’Alì-Oddo.
“Da soli non si va da nessuna parte. Trapani ed Erice devono marciare insieme, con una unica direzione amministrativa”, ancora D’Alì che poi lancia una stoccata a Leoluca Orlando riguardo alla querelle dell’aeroporto di Birgi, alle prese con il mancato rinnovo dell’accordo di co-marketing che convinca Ryanair a volare ancora a Trapani: “Non possiamo accettare le ingiurie di un sindaco di Palermo il quale sostiene che l’aeroporto di Trapani vada chiuso. Dobbiamo salvare il nostro scalo”. Nel programma anche la costruzione di un tunnel sotto monte Erice che funzioni da circonvallazione e che consenta al traffico pesante proveniente dal bacino marmifero di Custonaci di bypassare il centro città raggiungendo l’autostrada. “La prima emergenza sarà il bilancio – spiega D’Alì – ma subito dopo bisognerà mettersi al lavoro per la ricerca dei fondi che possano consentire la realizzazione di grandi progetti”. La sfida sarà con l’amico di un tempo, Mimmo Fazio, intenzionato a tornare alla guida del Comune di Trapani dopo due sindacature interrotte da una esperienza all’Assemblea regionale, con il candidato del Pd Pietro Savona e con l’outsider Giuseppe Marascia, mentre il Movimento cinque stelle non ha ancora scelto il suo nome.
In una sala senza bandiere di partito presenti due ex sindaci di Trapani: il forzista Nino Laudicina e l’ex Margherita Mario Buscaino, oltre che l’ex primo cittadino di Erice Ignazio Sanges. Nelle ultime settimane Buscaino ha preso in mano il vessillo di Sicilia Futura ma il movimento di Totò Cardinale si affretta a smentire qualsiasi appoggio a D’Alì: “La nostra scelta sarà indicata ufficialmente quando la nostra dirigenza avrà preso la sua decisione”, dice il segretario regionale organizzativo Giacomo Scala secondo cui Buscaino “era lì a titolo personale. Possiamo non essere, in qualche caso, d’accordo con il Pd – conclude – ma il nostro alveo politico è e rimane quello del centrosinistra”.
Sul palco anche Oddo, che dopo aver sostenuto per cinque anni il governo Crocetta alla Regione ha scelto D’Alì e il suo progetto di una ‘Grande città’ che accomuni Trapani ed Erice, ma anche Paceco e Valderice, in un’unica entità amministrativa. “Il governo Crocetta non è riuscito a dare le risposte che tutti attendevano – le parole di Oddo -. È stata una esperienza caratterizzata da molte ombre e poche luci. La scelta di D’Alì? Viviamo nell’epoca dello scontro tra politica e antipolitica, credo che le distinzioni tra destra e sinistra appartengano ormai al passato. Se per perseguire il progetto di una ‘grande città’ devo scontentare qualche dirigente locale me ne frego e vado avanti”.

