PALERMO – “Il presidente della Regione, Renato Schifani, non ha presentato la relazione annuale sull’attuazione del programma, venga in Aula, presenti la relazione di fine mandato, si dimetta e andiamo alle elezioni”. Lo ha detto Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord, in conferenza stampa all’Ars.
De Luca e il percorso in solitaria
Subito elezioni ma con quale coalizione? “Questo è un problema che non mi appartiene perché abbiamo capitribù nel centrodestra, capitribù nel centrosinistra e tra qualche settimana uscirà anche la candidatura di Marco Falcone in rottura con Giorgio Mulè. Segno che non ci sono interlocutori seri, validi e unici nelle due coalizioni – continua De Luca -. Ecco perché, rispetto a questa balcanizzazione, noi non abbiamo che fare un percorso in solitaria, in attesa che all’interno delle singole coalizioni maturino le condizioni per una proposta unitaria, cosa che ancora non è avvenuta né da parte del centrosinistra né da parte del centrodestra. Solo dopo potremo fare un confronto non solo sul programma ma anche su chi ha le capacità e le caratteristiche per governare, per interpretare meglio questa fase di rinnovamento rispetto a una strategia che noi abbiamo definito autonomista, civica e progressista”.

ScN decisivo sia per il centrodestra sia per il centrosinistra
“Il centrodestra sa che se non vuole perdere deve convergere su di noi. Stessa cosa per il centrosinistra che se vuole vincere in Sicilia deve puntare sul nostro partito – sottolinea il sindaco di Taormina -. Al mio figlioccio Ismaele Lavardera, che ringrazio per aver detto di non mettere veti nei miei confronti, rispondo che lui si deve chiarire all’interno del cosiddetto campo largo. Quando il campo largo definirà qual è la proposta programmatica per la Presidenza della Regione, allora metteremo a confronto modelli e uomini”.
Il 18 luglio al Politeama presenteremo il governo di liberazione
“All’interno delle due coalizioni c’è un’operazione di cannibalismo che non sta portando un voto in più per conquistare la fascia di elettorato che fa la differenza – ha detto De Luca -. Il 18 di luglio al teatro Politeama a Palermo presenterò ai siciliani il governo di liberazione che determinerà uno smottamento importante negli attuali partiti – continua -. Saranno invitati tutti i partiti sia di centrodestra che di centrosinistra. Per entrare si pagherà cento euro e l’evento non sarà trasmesso sui social”.
A Palermo un candidato sindaco di Sud chiama Nord
“Il primo luglio presenteremo il nostro candidato sindaco di Palermo, la nostra strategia e la nostra coalizione. Il nostro progetto per Palermo sarà chiamato ‘Una marcia in più’. Il professore Roberto Lagalla deve godersi la pensione. Palermo ha bisogno di un sindaco e di un’amministrazione che effettivamente porti la normalità nei servizi offerti ai cittadini. Lagalla non l’ha saputo fare. Il nostro sarà il modello usato a Messina”.
Vittoria di La Vardera fa ridere, nei Comuni ha fallito ovunque
“Vittoria di La Vardera e modello Agrigento? Io penso che ingigantire un risultato rispetto ai dati complessivi faccia un po’ ridere. Se consideriamo tutti i 17 comuni dove si è votato col proporzionale, La Vardera fallisce a Messina, dove aveva fatto una lista con i 5 Stelle, prendendo il 3%. Fallisce a Milazzo, dove non raggiunge neanche il 5%. A Barcellona PdG non esiste – ha detto De Luca commentando i risultati delle ultime amministrative -“.
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“Per quanto riguarda il Palermitano – ha aggiunto il deputato regionale e sindaco di Taormina – La Vardera a Termini Imerese è andato addirittura contro il sindaco uscente che noi abbiamo sostenuto, eleggendo due consiglieri comunali. A Villabate, casa sua, non l’ha visto nessuno. A Carini, noi abbiamo presentato il nostro candidato sindaco, che ha preso il 10 per cento. Mi pare che lui abbia candidato un sindaco in un piccolo comune, ma il risultato è stato deludente – ha sottolineato -. Infine, a Raffadali non è riuscito a fare il vicesindaco. Quindi il fenomeno in cosa consisterebbe? Se la mettiamo su questo piano è ovvio che ognuno deve entrare nella giusta dimensione. Il tema è che in una valle di nani – ha concluso Cateno De Luca – il mezzo risultato ovviamente diventa un grande risultato, ma questo fa parte di dinamiche che non mi appartengono”.
De Luca: niente papi stranieri, Mulè inadeguato per la Sicilia
“Stanotte a Villa Igiea c’è stata una seduta spiritica con alcuni emissari importanti del centrodestra venuti da Roma. Io l’ho detto chiaramente: Mulè è una persona rispettabile ma la Sicilia non può essere amministrata da chi non ha mai neanche amministrato un condominio. Non accetterò nessun papa straniero. Il centrodestra ci ha dato già Schifani. Giorgio Mule è inadeguato per amministrare la Sicilia, mentre è adeguatissimo per fare il ministro o il presidente del Consiglio -ha detto De Luca a proposito di un’eventuale candidatura alla Presidenza della Regione di Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia -. In questi giorni vedrò alcuni rappresentanti del centrosinistra”.




