Debitori deceduti, è polemica | "Mai parlato di Bianco..."

Debitori deceduti, è polemica | “Mai parlato di Bianco…”

"Una divertente frottola" - così aveva risposto ieri il Comune alla nota stampa di Riscossione Sicilia. Il presidente Fiumefreddo però non ci sta: "Fuori luogo, il riferimento chiaro era all'indagine in corso seguita dalla Procura per il reato di falso in bilancio".

botta e risposta
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CATANIA – Una doccia fredda quella che ieri è arrivata alla schiena dei vertici di Palazzo degli Elefanti quando sugli organi di informazione on line hanno letto la nota diffusa dall’ufficio stampa di Riscossione Sicilia Antonio Fiumefreddo che denunciava l’iscrizione a ruolo di 25 mila debitori al Comune di Catania di fatti passati a miglior vita. Quello che delle dichiarazioni di Fiumefreddo non è stato digerito dall’amministrazione comunale è stata la pesante accusa che “il dato pardossale servirebbe ai comuni per conseguire un artificioso pareggio di bilancio”. Poche ore dopo la bomba arriva la nota ufficiale del Comune che parda della “circostanza riferita come una divertente frottola”, e rincara la dose spiegndo che “non si serve più di Riscossione Sicilia dal 2012 con la quale ha un contenzioso di 300 milioni di euro risalente al 2010”. E per non bastare “già dall’aprile del 2014 il Comune etneo ha messo in mora l’Agente di riscossione”. Toni infuocati che però Antonio Fiumefreddo non riesce a capire visto che, come precisa nella sua contro replica, “mai ho parlato di Bianco”.

“Leggo la replica del sindaco Bianco – scrive uno stupito e sorpreso Presidente di Riscossione Sicilia –  e non comprendo per quale ragione egli assuma una difesa per fatti certamente a lui non imputabili. Ed infatti, Riscossione, come è noto, non riscuote le imposte comunali etnee dal 2011 e dunque i dati si riferiscono a quei ruoli che però sono ancora in carico e proprio a quei 300 milioni appunto ancora da esigere di cui parla il Sindaco”.

Si tratterebbe dunque di un maliteso e di un polverone sollevato senza motivo, anzi “fuori luogo”. “Il riferimento chiaro – aggiunge Fiumefreddo – era alla nota indagine in corso seguita dalla Procura della Repubblica di Catania per il reato di falso in bilancio per cui parlare di “divertente frottola” è oltre che fuori luogo sinceramente disarmante posto che gli enormi buchi di bilancio di cui paga le spese in termini di impopolarità anche il sindaco Bianco sono in parte ascrivibili a manovre spregiudicate, com’è quella di inserire cittadini deceduti anche da più di dieci anni nei ruoli”.

E Fiumefreddo invita alla piena collaborazione dei due enti. “Se Bianco fosse interessato a vedere i documenti siamo naturalmente disponibili a farglieli avere mentre apprendere che il Comune non abbia notizia dei suoi cittadini deceduti ci sembra questa volta sia una frottola poiché pensavamo che gli uffici municipali consultassero almeno la loro anagrafe”.

L’avvocato catanese non manca di elargire un consiglio a Enzo Bianco. “Mi dispiace sinceramente che si porti in polemica una questione invece molto seria, visto che a pagare sono i cittadini, e forse il sindaco avrebbe fatto bene a strigliare i suoi uffici piuttosto che sentirsi accusato”.

Insomma Fiumefreddo porge il calumet della pace, anche se non resiste a una zampata di provocazione finale. “Forse Bianco non tiene nel conto che prima di lui così come dopo di lui ci sono stati e ci saranno altri sindaci della città. Se invece ci fossero – sia consentita la battuta -deceduti risalenti alla sua prima sindacatura allora comprendiamo l’acrimoniosa sua replica”.


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