Si sono rotti i telefoni!
“A me non risulta! Sento tutti! (risponde ridendo ndr) Come abbiamo sempre detto stiamo continuando a fare questo percorso, perché nelle amministrative del 2026 i risultati sono stati importanti”.
Nuccio di Paola è il segretario regionale del M5s, uno dei fautori del “Campo alternativo”. Dopo le amministrative restano i nodi, ma anche le strategie in vista delle regionali. E lui – sottolinea – potrebbe essere il candidato presidente della coalizione. Ma non esclude, anzi rilancia “un tandem con La Vardera”. L’intervista.
Partiamo dai risultati delle amministrative
“Sono frutto di un percorso e di una sintesi che ha fatto la coalizione, portando una proposta di cambiamento nei Comuni, la forza della coalizione è stata il confronto, il dialogo, questa deve essere la stella cometa della coalizione”.
C’è da dire che il caso Enna, ma forse anche quello Agrigento, insegnano che non hanno vinto i partiti ma i candidati…
“Su Agrigento non mi risulta, su Enna c’è un discorso di dibattito e dialettica interna al Pd. Comunque le forze alternative non hanno avuto contrapposizioni, è stato proposto un candidato unico. Su Enna alcune forze alternative non sono state convinte, ma non è nata una contrapposizione”.
Adesso rischiano di arrivare i problemi veri: il percorso verso le regionali
“Io non lo vedo come un problema, anzi, il percorso è già partito mesi fa, se siamo uniti diamo finalmente una ventata di cambiamento alla Sicilia. Questa cosa la chiedono i siciliani. Credo che ci sia la maturità, da parte di ogni forza politica del campo alternativo, per andare uniti e governare la Regione Siciliana”.
Uniti? Cosa ne pensa di Controcorrente ‘locomotiva’ della coalizione?
“Ciascuno si può immaginare come crede, ci sarà chi pensa di essere un aereo, un jet supersonico, ciascuno cerca di far capire di essere il capofila. Io credo che non ci sia un capo. Ognuno di noi ha caratteristiche diverse, che mette a disposizione di una coalizione che deve avere più frecce, consapevoli che dobbiamo andare a fare le riforme”.
Punto primo, La Vardera è auto-candidato presidente, non un semplice componente del campo alternativo.
“È una proposta da parte di Controcorrente, non mi pare che ci siano controindicazioni. Il Movimento 5 stelle farà la sua proposta, così come abbiamo fatto per i sindaci, cercando di scegliere il meglio, considerando che siamo una squadra”.
Punto secondo. Il metodo di scelta qual è?
“Ismaele fa un ragionamento, siccome il centrodestra è forte col voto strutturato, noi dobbiamo partire prima per aggregare il più possibile e io sono d’accordo. Il campo alternativo si muove sul voto di opinione. Sono d’accordo ad andare in giro per la Sicilia con lui, così come abbiamo scelto i candidati a sindaco, ascolteremo pure i siciliani. Noi siamo pronti, il M5s è una forza matura e lo ha dimostrato”.
E quindi? Qual è il metodo?
“Mi è piaciuto quello delle amministrative, ci siamo confrontati e abbiamo fatto sintesi. In altri Comuni alcuni candidati andavano bene, con intelligenza politica, per arrivare a una sintesi. Dobbiamo unire e non dividere, il metodo ha funzionato, mettiamo tutto insieme e partiamo subito, l’ho detto a Ismaele, ho la valigia pronta”.
Sta lanciando un tandem con La Vardera?
“L’idea mi piace molto, a prescindere da chi sia il candidato”.
Altro nodo, il perimetro
“Per me è abbastanza definito il perimetro, cos’altro deve succedere, ci sono tutte le forze alternative al centrodestra. Qual è il dubbio?”
Cateno De Luca, per esempio
“Cateno? Lui deve sciogliere il nodo. Perché Nuccio dialoga con le forze alternative a Schifani, quindi deve essere Cateno a sciogliere i suoi dubbi, lui parla con tutti”.
Ma anche lui è candidato, sta raccogliendo le candidature per le regionali
“Anche noi abbiamo pronta la lista, come funziona? Bisogna dire di essere candidati? Serve sempre una coalizione, non ci sono stati Comuni in cui si è vinto da soli, c’è stata sempre una coalizione”
Tranne a Messina
“Lì sono d’accordo con La Vardera che dobbiamo partire prima possibile. Purtroppo il campo alternativo ha avuto poco tempo per aggregare le persone”.
La soluzione?
“Sono convinto che chi guiderà questa coalizione debba conoscere palmo a palmo tutti i meandri della politica siciliana e delle situazioni che ci sono nei vari territori: questo permetterà di governare meglio. Penso che chi farà il candidato presidente sarà sicuramente interno alle forze politiche che oggi stanno proponendo questo campo alternativo”
Da questo ritratto emergerebbe il suo profilo come candidato presidente?
“Io sono il coordinatore regionale del M5s, è una cosa anche normale. Chi guida le dinamiche politiche delle varie forze può essere candidato”.
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“Perché? Oltre che al telefono ci si può sempre vedere”
“Così non si rompono i telefoni!
“Possiamo anche mangiare una pizza, ci vedremo marterì all’Ars, poi capisco che c’è chi ha un’attività politica a Roma, mi rendo libero a qualunque tipo di appuntamento”.




