Si sono rotti i telefoni. D’accordo, esistono espressioni più alate per dirlo, ma nessuna altrettanto efficace. Si sono davvero rotti i telefoni. L’erigendo campo largo alla siciliana somiglia già a un cumulo di macerie. Sono stati sufficienti due giorni di interviste e dibattiti su LiveSicilia.it per mandare in malora molto, se non tutto…
L’intervista a Barbagallo
Primo ciak. Intervista al segretario del Pd siciliano, Anthony Barbagallo. L’incipit è su Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente, che insiste sulla candidatura di sé medesimo. Barbagallo dice: “Candidarsi a prescindere dal Pd e dal centrosinistra? Mah.. questo dovete chiederlo a lui. Io non ho certo il potere di governare il cuore degli uomini”.
Successivamente aggiunge: “Chiaro è che bisogna accelerare, anche sul metodo di scelta del candidato presidente. Ed è necessario adottare un metodo che unisca sinceramente le parti della coalizione e che sia veramente condiviso da tutti. La proposta del Pd sono le primarie”.
La lettera di De Luca
Tirato in ballo in un’altra parte della chiacchierata, Cateno De Luca, impetuoso comandante di Sud chiama Nord, invia al nostro giornale la prima lettera della due giorni, in cui non lesina critica ai democratici, sul fondale di un atteggiamento, però, non di chiusura.
Scrive De Luca: “Vorrei ricordare all’On. Barbagallo il grave errore strategico commesso dal Partito Democratico in occasione delle ultime elezioni europee, quando con il gruppo parlamentare del Pd all’Ars avevamo raggiunto un accordo per candidare, da indipendente nelle liste del Partito Democratico, il nostro coordinatore regionale Danilo Lo Giudice. Successivamente arrivò però il no della segreteria nazionale”.
“Il risultato fu che in Sicilia il Pd si fermò al 14%, circa 10 punti in meno rispetto al risultato nazionale ottenuto alle Europee, perdendo così un seggio”.
L’affondo di La Vardera
Ma la missiva di ‘Scateno’, per una volta, fa la figura di un buffetto amichevole rispetto alle parole durissime utilizzate da Ismaele La Vardera, col nostro Salvo Cataldo. Eccole.
“Sono davvero stanco di certi tatticismi. La locomotiva del campo alternativo al centrodestra non è il Pd di Barbagallo ma Controcorrente e se lui vuole continuare a perdere tempo non resteremo ad aspettare il Pd di Barbagallo. A volte mi viene il dubbio se davvero vogliamo vincere”.
Sta arrivando a proporre un cambio di segretario ai dem? (la domanda). La risposta: “Assolutamente sì. E mi dispiace voler entrare in dinamiche di altri partiti, lo faccio in punta di piedi ma davanti l’ennesimo smacco di Barbagallo serve qualcuno che gli parli con la verità senza paura”.
La lettera di Safina
Fine dei giochi? Assolutamente no. Il Pd siciliano torna alla carica con l’onorevole Dario Safina, nella seconda lettera della storia.
Anche qui l’incipit è rivelatore: “Ho letto l’intervista di La Vardera. Lo dico senza girarci attorno. Le sue parole offendono la comunità politica del Partito democratico siciliano. Giovani, anziani, militanti, iscritti e iscritte che si sono impegnati con tutte le forze anche a queste ultime elezioni amministrative, per sostenere i candidati e le candidate della coalizione di centrosinistra. E che non meritano queste prevaricazioni insopportabili, con toni e modalità così scomposte”.
Si sono rotti i telefoni…
La rottura dei telefoni, dunque, è un fatto politicamente acclarato. Chiamatelo campo largo, campo progressista, campo dei miracoli…
Pensavamo che, in zona centrosinistra siciliano, l’apice del masochismo fosse stato ampiamente raggiunto, se non superato, considerati i precedenti. Evidentemente ci sbagliavamo. Regna il brivido dell’imprevisto come legge suprema, meglio se catastrofico, fino all’ultimo ciak. Tanto sarà sempre colpa di qualcun altro.
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