Diario della Sanità siciliana, la prima puntata

Diario di un siciliano alle prese con la Sanità, prima puntata: la cura

La nostra Sanità e quella opposizione alla maggioranza dei medici bravi
LA SALUTE DI TUTTI
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3 min di lettura

Sono un siciliano alle prese con la Sanità siciliana, come tutti. Il fatto che possa scriverne è accidentale. Sono stato dietro porte chiuse, tra speranze fragili e paure profetiche. Ho conosciuto le attese dell’angoscia. Ho salutato con sentimenti di calda gratitudine il lampeggiare delle luci che annunciano un’ambulanza. Ho vissuto il tempo tremendo e sospeso che passa da una telefonata all’arrivo dei soccorsi.

Pure di questa Sanità sul campo dobbiamo parlare. Il discorso pubblico sulle falle del sistema e sui tentativi di rammendo è avviato, fra analisi oneste e strumentalizzazioni a vario titolo.

Chi lavora sul campo

Ma poi, gravato dalla quantità dei problemi, soffocato dallo stress, sottoposto a pesanti tensioni, com’è lo stato complessivo delle squadre che giocano la partita dell’altrui salute? Chi sono e come si comportano, in Sicilia, le donne e gli uomini della Sanità? La domanda non si può eludere. Il focus appare necessario.

La mia esperienza è largamente positiva, non riguardo ai disagi oggettivi e risaputi, per la qualità degli incontri. Mi sono imbattuto in medici, infermieri e personale dotati di competenza ed empatia. E credo che sia un pensiero diffuso. Le eccellenze a Palermo, come in Sicilia, esistono. In Sicilia, e a Palermo, operano reparti che ci rendono orgogliosi

Ma ho conosciuto, più di una volta, professionisti, nella minoranza dei casi, non allineati con le esigenze di una missione. Ho visto personaggi impreparati e, ovviamente, presuntuosi. Ho annotato la mediocrità di taluni che si fanno scudo con la rete smagliata di una complessità.

Ho ascoltato le frasi della scarsa empatia. Ho registrato l’incapacità umana di dare risposte a chi soffre. Ho osservato l’attenzione dovuta al singolo trasformarsi nell’indifferenza nei confronti della massa. Una sorta di opposizione interna alla larga maggioranza del meglio. Succede in tutte le categorie, giornalisti compresi.

Nota margine: la critica argomentata trova cittadinanza, in nessun caso, invece, si giustifica l’aggressività verbale o materiale. La violenza – in ogni occasione – è sempre e soltanto appannaggio di delinquenti da perseguire con la massima durezza.

I medici stremati

Nell’indice attivo della Sanità siciliana non si possono non citare gli eroi della pandemia Covid. I più umili e bravi non amano la definizione, confermando bravura e umiltà. Io porto con me certi volti squassati dalla fatica, certi gesti di coraggio, quando la via d’uscita era lontana, certi occhi, sopra le mascherine, indomiti, nella desolazione.

Un giorno a Villa Sofia….

Un giorno di tre anni fa, da paziente del pronto soccorso di Villa Sofia, ho raccolto un’immagine che raccontava troppo. Un uomo steso a terra. Forse un’icona simbolica e spietata, suo malgrado, dei guai della nostra Sanità, ancora separata, in diverse occasioni, nonostante gli sforzi, tra domande e risposte.

Sono appena un siciliano che comincia un diario minimo, che vedrà più di una puntata, con dolore per i malati oncologici, finiti nella storia dei ritardi dell’Asp di Trapani, con il desiderio che si raggiungano definitivamente ‘quote più normali’ (cit).

Nel diario c’è un abbraccio per i professionisti coscienziosi, la schiera dei più. Un saluto immenso e affettuoso a chi sa che curare significa farsi carico di una persona, non di un sintomo.

Ne siamo certi: tra coloro che indossano il camice non manca mai un esame di coscienza collettiva. Perché anche la diserzione di uno è la ferita insanabile di tutti gli altri. (continua)


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