Sicilia, gli incentivi per le imprese sul South working: si parte

South working, si parte: al via le domande per le imprese

irfis
C'è tempo fino al 30 giugno

PALERMO – È stato pubblicato sul sito dell’Irfis l’avviso per la concessione degli incentivi per il lavoro agile, il cosiddetto ‘South working’. Diventa così operativa la misura voluta dal governo Schifani per favorire la permanenza o il rientro nell’Isola di lavoratori siciliani assunti da aziende con sede nel resto d’Italia o in Paesi stranieri, anche extra Ue, e istituita con la legge 1 dello scorso gennaio.

Schifani: “Facciamo rientrare i nostri giovani in Sicilia”

“Vogliamo sfruttare – dice il presidente della Regione, che ha anche l’interim del Lavoro – le possibilità offerte dalle nuove tecnologie informatiche e digitali per fare in modo che tante giovani risorse siciliane, andate all’estero per inseguire la loro vocazione professionale, possano tornare e svolgere qui il loro lavoro, ma anche per evitare che altri vadano via per lo stesso motivo. Consentiamo loro di lavorare in Sicilia mantenendo il rapporto con la propria azienda con sede fuori dall’Isola o all’estero”.

South working, ecco come funziona

Le domande dovranno essere presentate a partire dalle 12 del 30 giugno sulla piattaforma informatica resa disponibile secondo le modalità indicate sul sito https://incentivisicilia.irfis.it fino a esaurimento della dotazione finanziaria. Possono presentare istanza le imprese con unità produttiva situata nell’Unione europea o anche in uno Stato extra Ue, purché rispettino i requisiti previsti dall’avviso.

Le regole per l’accesso all’incentivo del South working

Le aziende, con unità produttive fuori dalla Sicilia, devono aver effettuato dopo il 9 gennaio 2026 nuove assunzioni di lavoratori siciliani a tempo indeterminato, oppure aver trasformato i rapporti da tempo determinato a tempo indeterminato. Il contributo è pari a 30mila euro per ciascun lavoratore, per l’intero quinquennio. L’erogazione avviene in 5 quote annuali da seimila euro ciascuna.  Alla data della concessione del contributo, il lavoratore deve essere residente in Sicilia.

Il rapporto deve prevedere lo svolgimento della prestazione in Sicilia, in modalità prevalentemente agile, per almeno 5 anni, con presenza nei locali aziendali non oltre il 20% dei giorni lavorativi annui. La dotazione complessiva è pari a 18 milioni di euro all’anno fino al 2028.

Schifani: “Misura unica nel suo genere”

“È una misura unica nel suo genere – aggiunge Schifani – per contrastare la ‘fuga dei cervelli’, un uso lungimirante delle risorse a nostra disposizione perché punta a far restare qui le migliori energie professionali che possono contribuire alla crescita della nostra regione. La Sicilia, sfruttando le possibilità offerte dalle nuove tecnologie informatiche e della comunicazione, può invertire un destino di marginalità geografica ed economica e tornare centrale, diventando una piattaforma in grado di attrarre lavoratori grazie a tutto ciò che può offrire, anche in termini di qualità della vita”.

Il ruolo di Irfis nelle domande

Sarà Irfis-FinSicilia a curare le fasi istruttorie delle domande e a erogare le agevolazioni. La finanziaria della Regione Siciliana effettuerà anche controlli sulla veridicità delle dichiarazioni contenute nelle istanze.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI