CATANIA – Irrefrenabile. Appena la conosci non puoi fare a meno di essere inondata dalla sua energia. Energia che sprizza, è proprio il caso di dirlo, da tutti i pori. E’ un essere sempre in divenire: perchè se il corpo sta fermo, la mente viaggia ed esplora. Marzia Scala mi guarda dritta negli occhi quando inizia l’intervista. L’argomento è la sua prima opera letteraria dal titolo (provocatorio) “Scomunicata”. In realtà è una raccolta di racconti. Un libro che parla di donne e parla alle donne. Un giro di parole, magari dalla poca musicalità, ma che rappresenta questo viaggio nell’universo femminile così variegato e difficile da comprendere. “Infatti non sarebbe male se gli uomini lo leggessero” – suggerisce con ironia Marzia.
E’ un percorso nell’intimità della femmina. Un ritratto di donne che si sono amate e si sono ribellate al circuito inquinato della “sudditanza” tramandata dagli uomini, dalle convenzioni sociali e anche religiose. “Il titolo non vuole essere un manifesto contro la Chiesa – chiarisce la scrittrice – Ad un certo punto, mentre scrivevo, ho capito che era il titolo giusto”. Perchè le protagoniste di “Scomunicata” sono donne che hanno “deciso di alzare la testa e di andare oltre”.
Un pezzo di Marzia (e della storia di Marzia) è dentro ogni goccia di inchiostro. Nel suo volto riconosci i tratti somatici di una delle protagoniste. I cappelli corti e gli occhi vivaci. La sua passione per lo sport: basket, equitazione, corsa. E il suo profondo amore per la penna che riesce a mettere l’acceleratore alla sua mente. Innamorata della sua Randazzo che le offre il maestoso paesaggio dell’Etna. Dal tetto d’Europa racconta “la sua voglia di indipendenza e di affermazione”.
Lo stile dei racconti non è convulso. E’ una scrittura strutturata, che si sofferma sui particolari e lontana dai nuovi codici di linguaggio della generazione 2.0. Anche perchè a Marzia piace vivere a “schermi spenti”. E non comprende chi brama di avere “un mi piace” sul suo “selfie”. La 33enne mangia la vita a pieni morsi. La sua anima letteraria la scopre a quattordici anni: in un cassetto trova un libricino di poesie scritte da nonno Antonio. Da quel giorno, tranne quando corre o va a cavallo, non ha mai smesso.
“Scomunicata” è un progetto editoriale che nasce quasi per caso. Nel 2013 arriva dalla casa editrice MdS la proposta di una raccolta di racconti. Marzia, che da alcuni anni tiene una rubrica per Mani di Strega, decide di raccogliere la sfida. Le redini dell’ispirazione l’hanno condotta a “raccontare” le difficoltà delle donne sottomesse e il loro coraggio di ribellarsi. Perchè le protagoniste di “Scomunicata” sono “orgogliosamente donne”. E forse, tutte, dovremmo imparare ad esserlo.

