PALERMO – La sfida sarà tutta nel segno del ‘popolarismo’. Da un lato la lista ‘Liberi e forti’ di Cateno De Luca, dall’altro le mosse di Dc, Noi moderati e Udc per creare un nuovo contenitore politico moderato. Il nome dell’ennesima avventura centrista non è ancora stato deciso ma di certo avrà un riferimento al ‘popolarismo’.
La lotta per la supremazia al centro fa così un passo lungo 107 anni: tanti ne sono passati dal manifesto politico scritto da don Luigi Sturzo, la cui eredità diventa ancora una volta argomento di campagna elettorale. Una battaglia che riguarda, però, soltanto il centrodestra dove le due formazioni si collocano.
‘Liberi e forti’, il progetto di Cateno De Luca
‘Liberi e Forti’ è la lista che nei piani di De Luca dovrà accogliere tutti gli attuali deputati che credono nei principi del sacerdote di Caltagirone. Al momento c’è il solo Andrea Messina, che ha lasciato la Dc in preda ad una sanguinosa battaglia interna per la supremazia nel partito tra Gianpiero Samorì e Carmelo Pace. Altri, però, potrebbero arrivare in quello che lo stesso sindaco di Taormina ha definito “un cantiere” aperto, che si chiuderà il 30 novembre.
Il nome più gettonato è quello della deputata messinese Bernardette Grasso ma tra i corridoi di Palazzo dei Normanni iniziano a filtrare voci su un possibile “grande colpo” nella campagna acquisti volta a rafforzare la lista dei deputati uscenti fedeli al progetto di De Luca.

Il centro si riorganizza: le mosse di Dc, Noi moderati e Udc
Di certo non ci saranno i quattro parlamentari della Dc (Pace, Serafina Marchetta, Ignazio Abbate e Nuccia Albano), che hanno deciso di dare vita ad un nuovo gruppo insieme con Marianna Caronia (Noi moderati). Sarà questa la base di partenza per una operazione che è anche di sopravvivenza politica e che punta a mettere in piedi nove liste provinciali competitive alle prossime Regionali.
Il nuovo gruppo centrista all’Ars
E anche in questo caso non mancano le indiscrezioni. Un paio di parlamentari regionali sarebbero alla finestra e attenderebbero soltanto l’ufficializzazione del gruppo parlamentare all’Ars per cambiare casacca e tentare la corsa alle Regionali con la maglia del centro. I nomi sono top secret: uno arriverebbe dall’area siracusana, l’altro da quella catanese.
Non è un caso che siano quella aretusea e quella etnea le province scoperte della nuova ‘cosa’ centrista, che sta iniziando ad attrarre anche l’interesse di alcuni sindaci dell’area orientale. Se il progetto dovesse prendere piede il Rassemblement dei “popolari” diventerebbe appetibile per chi al momento vede la propria strada sbarrata dalla presenza di candidati più forti.
Pace e Abbate garantiscono infatti buona copertura elettorale ad Agrigento e Ragusa, mentre Noi moderati porterebbe acqua al mulino a Palermo e provincia. Con Siracusa e Catania dentro l’operazione, e la provincia di Messina che potrebbe portare grosse sorprese, l’obiettivo del 5% non sarà semplice ma neanche impossibile da raggiungere per la scialuppa centrista alternativa a quella di De Luca.

Mpa alla finestra
Il movimento per l’autonomia di Raffaele Lombardo, a quel punto, potrebbe decidere di unirsi alla compagnia sorvolando sui rancori del passato, oppure guardare a Forza Italia per la prosecuzione di quel patto federativo che già alle ultime elezioni Europee aveva portato qualche frutto con l’elezione di Caterina Chinnici all’Europaprlamento.
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L’appello di Saverio Romano
Sulla ribalta nazionale i voti dell’operazione centrista finirebbero tutti in capo a Noi moderati, partito che per primo, con Saverio Romano, ha lanciato l‘appello per a costituzione di una lista “erede della migliore tradizione sturziana“. Noi moderati in questo modo risponderebbe a De Luca e al suo tentativo di rubare la posizione di primo partito tagliato fuori dalla soglia di sbarramento nel centrodestra.

Dc-Lega, il matrimonio sfumato in dirittura d’arrivo
Una parte della Dc avrebbe preferito portare a termine l’intesa con la Lega. L’accordo con gli uomini e le donne del partito di Matteo Salvini, alla fine, non è passato e così, con il deputato siracusano Carlo Auteri convinto dalle lusinghe del Carroccio, tra i centristi di Sicilia è subito partita la riorganizzazione.




