Emendamento "salva-sportellisti" | Il governo ci riprova

Emendamento “salva-sportellisti” | Il governo ci riprova

Ex sportellisti durante una protesta

Gli ex operatori esprimono perplessità. E sui social la Corsello "boccia" la proposta.

un settore nel caos
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PALERMO – Il governo ci riprova. Con un emendamento che sarà inserito nella cosiddetta “mini finanziaria” punta a salvare i 1700 ex operatori degli sportelli multifunzionali. Si tratta di lavoratori esperti in politiche attive del lavoro, passati dal bilancio della Regione al fondo sociale europeo, e da qui ad un ente unico (il Ciapi) per nove mesi. Un’odissea alla quale la proposta formalizzata ieri in commissione Bilancio dall’assessore al Lavoro Gianluca Miccichè, cerca di mettere fine.

L’emendamento prevede che gli ex sportellisti, da oltre un anno ormai senza lavoro, potranno affiancare i dipendenti dei Centri per l’impiego. Ma non in maniera diretta. Tutto avverrà tramite organismi “in house” dell’assessorato al Lavoro o enti accreditati come Agenzie per il lavoro. Una previsione che permetterebbe di aggirare gli ostacoli giuridici (tra i quali la necessità di concorsi pubblici per l’assunzione del personale) che si frappongono alla collocazione diretta presso i Centri per l’impiego. Soluzione, questa, più volte indicata dagli ex sportellisti, per la quale non sono mancate le proteste, i presidi permanenti davanti all’assessorato al Lavoro e gli scioperi della fame.

La proposta di Miccichè, sottoscritta da deputati di maggioranza e opposizione, dovrà adesso passare al vaglio della commissione competente e poi all’esame di Sala d’Ercole. L’emendamento, in particolare, prevede entro trenta giorni dall’approvazione della “mini finanziaria”, l’istituzione di un elenco ad esaurimento degli ex sportellisti. Graduatoria a cui i Centri per l’impiego dovranno attingere in via prioritaria per la realizzazione di progetti specifici e per l’implementazione dei servizi specialistici.

Una soluzione non senza criticità, però, secondo gli ex sportellisti. A non convincere, oltre al meccanismo della priorità della chiamata, anche la circostanza che “nella norma si parli di servizi specialistici che, sappiamo, funzionano a rimborso”, affermano i lavoratori. Il timore, spiegano, è che tutto ciò si possa tradurre nella pratica “a essere pagati due volte l’anno o peggio lavorare gratis”. Ma i lavoratori si dicono “perplessi” anche rispetto agli “aspetti tecnici di fattibilità”. Una proposta, dicono, dalla quale “emergono alcuni punti poco chiari”.

E a conferma, richiamano un parere autorevole come quello di Annarosa Corsello. L’ex dirigente regionale affida a Facebook il suo pensiero. Sono tanti i punti deboli individuati dalla Corsello, a iniziare dal fatto che le previsioni contenute nell’emendamento dell’assessore Miccichè si basino su “disposizioni abrogate o comunque obsolete”. L’ex dirigente si chiede, poi, quali siano i soggetti in house di cui dovrebbe avvalersi il dipartimento del Lavoro. “Fin quando ero in servizio c’era solo il Ciapi – scrive -. Ne avranno creati altri da novembre ad oggi?”. Secondo la Corsello, se la politica “desidera risolvere il problema degli operatori degli sportelli multifunzionali, soddisfacendo le loro legittime aspettative create per molti anni dall’agenzia per l’impiego” deve adottare “una norma chiara” che spieghi “in che modo e con quali risorse intende dare una risposta vera a chi la attende da mesi, coerente con le disposizioni delle leggi statali. La riforma del mercato del lavoro in Sicilia – conclude – non si attua istituendo elenchi di cui non si specifica il fine e l’utilità”.

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