Estorsioni a ditta di raccolta rifiuti |Obbligo di dimora per Guglielmino

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La decisione del Tribunale del Riesame di Catania. L'imprenditore catanese era finito ai domiciliari.

L'inchiesta di siracusa
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2 min di lettura

CATANIA – L’imprenditore catanese Vincenzo Guglielmino, coinvolto nell’inchiesta siracusana sulle presunte tentate estorsioni alla Roma Costruzioni Srl, è tornato in libertà. Il Tribunale del Riesame di Catania, infatti, a seguito del ricorso avverso all’ordinanza degli avvocati Maurizio Abbascià e Lina Biancoviso ha sostituito la misura degli arresti domiciliari con quella dell’obbligo di dimora presso il Comune di residenza.

Secondo l’accusa l’imprenditore Vincenzo Guglielmino, 63 anni, avrebbe agito in nome e per conto di Angelo Monaco (storico appartenente del clan Trigila)  avanzando la proposta estorsiva al rappresentante legale della Roma Costruzioni Srl, che gestisce il servizio di raccolta rifiuti nel comune di Noto. Per la Polizia e la Finanza di Siracusa sarebbe stato l’imprenditore catanese, che è rappresentante legale e  “direttore tecnico” di società che gestiscono il servizio di raccolta rifiuti in diversi comuni siciliani, a chiedere l’assunzione di due operai. L’ordinanza di custodia cautelare è stata spiccata nei confronti di quattro indagati per presunte infiltrazioni mafiose del clan Trigila nel settore dei rifiuti.  Per fare pressione sull’azienda fu anche incendiato un’autocompattatore della Roma Costruzioni per convincere la società ad assumere due operai.

L’imprenditore catanese (che si è dimesso dai ruoli societari) si è sempre dichiarato estraneo alle accuse contestate. Anzi gli avvocati Abbascià e Biancoviso evidenziano come dalla ricostruzione dei fatti “è evidente come Guglielmino Vincenzo è vittima egli stesso di ingiuste pretese. Dalle risultanze investigative – evidenziano ancora i due avvocati – non rileva in alcun modo che il Guglielmino abbia agito nell’interesse dei presunti estortori, piuttosto si è limitato ad avvisare il Romano, suo collega di lavoro, in ordine a quanto rappresentatogli da terzi, evidenziando, altresì, di essersi trovato e di trovarsi nelle medesime condizioni e di avere subito ingenti danni, dovuti a furti ed episodi incendiari”.

Inoltre hanno evidenziato i due difensori nel ricorso al Riesame “non v’è stata da parte del Guglielmino alcuna attività d’intermediazione, protrattasi nel tempo, ma un solo incontro quello del 05.04.2017 in cui ribadisce, intimorito, che si è fatto carico di esaudire personalmente le suddette pretese. Il Guglielmino, nella vicenda – aggiungono Abbascià e Biancoviso – si è presentato al Romano quale vittima di certi personaggi posizione incompatibile col ruolo al medesimo attribuito”.

Sarà interessante leggere le motivazioni per determinare se il Riesame ha sostituito la misura per insussistenza di gravi indizi di reato o per l’insussistenza delle esigenze cautelari.

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