Etna, l’Ingv: “Se tasso costante, colata resta nella Valle del Bove”

Etna, l’Ingv: “Se tasso costante, colata resta nella Valle del Bove”

Questa mattina la lunghezza massima del campo lavico era di circa 2.8 km

CATANIA – La colata lavica rimarrà confinata all’interno della desertica Valle del Bove. Questo se il tasso effusivo alla bocca apertasi a quota 2.100 metri sull’Etna si manterrà costante. E’ quanto emerge da simulazioni realizzate dall’Osservatorio Etneo di Catania rese note dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Roma.

“L’eruzione dell’Etna, iniziata il 24 dicembre, a partire dal pomeriggio del 1 gennaio 2026 – ricostruisce l’Ingv – è stata interessata da una nuova fenomenologia. Una fenomenologia caratterizzata dall’apertura di una piccola fessura eruttiva a una quota di circa 2.100 metri sul livello del mare. Llocalizzata subito a monte del Monte Simone, alla base della parete nord della Valle del Bove”.

I dati hanno evidenziato lunghezza massima del campo lavico

“La fessura eruttiva è stata interessata da una debole attività esplosiva e da un basso tasso effusivo medio misurato da dati satellitari. Da qui viene emessa una colata lavica. Che si sta sviluppando all’interno della porzione centrale della desertica Valle del Bove”.

“Questa mattina i dati forniti dall’Osservatorio Etneo – prosegue la nota dell’Ingv – hanno evidenziato che la lunghezza massima del campo lavico era di circa 2.8 km e il fronte lavico più avanzato si attestava a una quota di circa 1.420 metri, alle ore 12.30, subito a est del rilievo di Rocca Musarra. Contestualmente prosegue una debole attività esplosiva Stromboliana al Cratere Voragine che produce blande emissioni di cenere”.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI