Evasione fiscale per oltre 4 milioni | Maxi sequestro a un imprenditore

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Il provvedimento riguarda una società con sede in corso dei Mille, leader nel commercio all'ingrosso e al dettaglio di detersivi. Sequestrati venticinque immobili.

PALERMO – I numeri della presunta evasione fiscale sono importanti: quattro milioni e duecento mila euro. E a tanto ammontano i sequestri per equivalente che colpiscono la Carol Distribuzione srl e Antonino Carollo, l’uomo che ne avrebbe avuto la gestione di fatto.

I sequestri, chiesti e ottenuti dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca e dal sostituto Claudia Ferrari, sono stati eseguiti dai finanzieri del Nucleo di Polizia tributaria e aggrediscono una società immobiliare che risulta intestataria di venticinque immobili, fra case e magazzini, e di disponibilità finanziarie. Un sequestro è stato disposto dal Giudice per le indagini preliminari. Il secondo è stato eseguito d’urgenza.

La Carol Distribuzione, con sede in corso dei Mille, è leader nel commercio all’ingrosso e al dettaglio di saponi e detersivi che distribuisce ad una serie di botteghe e supermercati della città. Dalle verifiche fiscali sarebbero venute fuori una serie di irregolarità: assenza della contabilità di magazzino nonostante la grande quantità di merce stoccata, scritture contabili poco trasparenti, fatture per operazioni inesistenti, sponsorizzazioni “fantasma” e pagamenti con il Pos annullati nei registri contabili.

Sarebbero stati tutti stratagemmi che avrebbero consentito alla società di “aggiustare” in bilancio i valori delle vendite, facendo risultare “rimanenze sproporzionate” rispetto a quelle reali. In questa maniera crollavano i ricavi su cui pagare le imposte e molta merce sarebbe stata poi venduta in nero.

La società è formalmente intestata ad un dipendente, Antonino Di Marco, pure lui indagato. Secondo l’accusa, però, dietro ogni decisione e strategia ci sarebbe Carollo a cui viene contestata un’evasione fiscale personale di un milione e 200 mila euro. Altri due milioni e 600 mila euro li avrebbe evasi l’impresa. Da qui il sequestro per equivalente dei beni fino a coprire il danno subito dallo Stato. I reati contestati sono falso in bilancio, presentazione di dichiarazione fiscale fraudolenta, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

Il principio adottato per salvaguardare l’erario è quello di mantenere attiva la srl. E così il sequestro riguarda l’immobiliare dove Carollo, nel novembre scorso, una volta venuto a conoscenza dell’accertamento fiscale, avrebbe fatto confluire gli immobili. Contemporaneamente avrebbe trasferito alcuni magazzini alla figlia nel tentativo di metterli al riparo, secondo l’accusa, dal sequestro. Ecco giustificata, la necessità del secondo sequestro d’urgenza.

Al reato fiscale, dunque, secondo gli inquirenti, si aggiunge anche la violazione di uno degli articoli del decreto legislativo che nel 2000 introdusse le nuove norme in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto. Il decreto prevede la reclusione da uno a sei anni di carcere per colui che “aliena simulatamente o compie altri atti fraudolenti sui propri o su alcuni beni idonei a rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva”.

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