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Farmacie, approvato il piano

Il piano prevede l'apertura di 29 nuovi esercizi in città. Il consiglio chiede anche l'apertura di sedi comunali.

Palermo
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PALERMO Sala delle Lapidi approva, nella sera della vigilia dell’Immacolata, il tanto vituperato piano farmacie, ovvero la dislocazione di 29 nuove sedi sul territorio. Un atto al centro di infuocate polemiche che hanno riguardato non solo i consiglieri comunali, ma anche l’ordine dei farmacisti, spaccato al suo interno tra chi ha avallato il piano e chi invece lo ha contestato pesantemente, e perfino il vicesegretario generale di Palazzo delle Aquile, che non potrà assistere l’Aula sino al termine di un’indagine predisposta dal presidente del consiglio Totò Orlando e che verrà inviata in Procura dal sindaco.

E persino ieri sera si è rischiato l’ennesimo rinvio, scongiurato all’ultimo anche per la notizia che, in caso di emendamenti dell’Aula, il piano sarebbe dovuto ripassare dall’ordine. Una prassi che avrebbe comportato il sicuro commissariamento del Comune, in ritardo di due anni sull’approvazione del piano, che è necessario per consentire alla Regione di poter, entro fine anno, stilare la graduatoria dei 222 nuovi farmacisti dell’Isola che così potranno avere una sede anche nel capoluogo. L’atto è passato con 16 sì (la maggioranza), 8 astenuti (Pd, Ncd e Idv) e 1 contrario (Mimmo Russo). Il centrodestra è uscito dall’Aula.

In pratica si tratta del piano Latella, bocciato dal Tar Sicilia, modificato con un maxi-emendamento della giunta Orlando per assomigliare al secondo piano, voluto dal sindaco nel 2012 e poi bloccato, che però riscuote maggiori consensi da parte dell’ordine. I ricorsi sono già annunciati, anche perché nel resto d’Italia, contrariamente alla Sicilia, il piano è di competenza della giunta e non del consiglio: una tesi che contrasta con quella del Tar isolano. Comunque vada, però, il piano approvato da Sala delle Lapidi è identico a quello della giunta e quindi non dovrebbero esserci problemi.

L’anno prossimo, però, si rischia di ricominciare da capo visto che, secondo i dati del Comune, nel 2015 si dovrebbero aprire altre 5 farmacie, portando il numero complessivo a 204, ma questa è un’altra storia. Il consiglio ha anche approvato un ordine del giorno, primo firmatario Alberto Mangano, per l’apertura anche a Palermo delle farmacie comunali nelle zone più svantaggiate alla fine del 2016. Un altro ordine del giorno, della Seconda commissione, prevede invece un piano di decentramento. Le 29 farmacie apriranno i battenti a Boccadifalco, Uditore, Montegrappa, Oreto, Noce (2), Settecannoli (3), Brancaccio, Zisa, Villagrazia (4), Villatasca, Altarello, Borgo Nuovo, Cruillas (4), San Lorenzo (2), Tommaso Natale, Partanna (2) e Pallavicino (2). Le nuove sedi dovrebbero garantire una cinquantina di nuovi posti di lavoro.

LE REAZIONI
Il Sindaco Leoluca Orlando e l’Assessore Giovanna Marano affermano che “il Consiglio comunale ha ritrovato un clima positivo, riaffermando il proprio ruolo istituzionale ed evitando un mortificante commissariamento. Il Piano approvato è un atto che garantisce il rispetto della legalità ed il ruolo di presidio sanitario a servizio dei cittadini, costituito dalla presenza capillare delle farmacie”.

“Abbiamo ritenuto di non votare questo atto perché è del tutto surreale che, solo in Sicilia, sia il consiglio a votare la localizzazione, mentre in tutta Italia lo fa la giunta – dice il capogruppo di Forza Italia Giulio Tantillo – è qualcosa che non ci convince, siamo nettamente contrari. Il voto consiglio ha comunque uniformato Palermo con il resto d’Italia, visto che l’atto è uguale a quello della giunta. Le nostre sono valutazioni solo di natura politica”.

“Il consiglio comunale, ieri sera, ha approvato, dopo un estenuante tira e molla andato avanti per giorni, il piano farmacie che consentirà l’apertura di 29 nuove sedi – dice Sandro Leonardi del Pd – un atto che provocherà ricorsi e contenziosi, ma soprattutto un’occasione mancata per una seria riorganizzazione di questi presidi sanitari sul territorio. Questa amministrazione arriva all’approvazione di questo atto con due anni di ritardo e in un clima di sospetti, dimostrandosi ancora una volta inadeguata. La vera domanda però è: quando, in Italia, un giovane farmacista senza milioni di euro e una famiglia alle spalle, potrà aprire una farmacia?”.

“Tutto potevamo pensare, tranne che di dovere passare la vigilia dell’Immacolata in consiglio comunale a discutere di un piano farmacie che, in tutta Italia, è di competenza della giunta – dicono i consiglieri di Idv del comune di Palermo Paolo Caracausi e Filippo Occhipinti, commentando l’approvazione del piano – il nostro voto di astensione nasce dalla volontà di dare una risposta ai 29 vincitori di concorso che, grazie all’approvazione del piano, potranno aprire le loro farmacie e dare lavoro a circa 50 persone, anche se non abbiamo condiviso il piano portato in Aula dal sindaco che non rispetta una distribuzione omogenea delle nuove farmacie in tutto il territorio della città. Questo atto poteva essere migliorato, ma l’amministrazione ha preferito altrimenti. Siamo soddisfatti dell’approvazione dell’ordine del giorno predisposto dalla Seconda commissione che impegna l’amministrazione a predisporre, entro il rimo semestre 2015, un piano di programmazione di decentramento per una più omogenea distribuzione delle farmacie esistenti da sottoporre al consiglio comunale”.

“Si tratta del primo piano farmacie approvato dal consiglio – dice il presidente Totò Orlando – una buona notizia per la città, visto che si tratta di 29 nuove sedi che daranno lavoro, servizi al territorio e nuovi presidi sanitari ai palermitani. Ancora una volta il consiglio comunale dà prova di responsabilità e di lavorare nell’interesse della città, agendo in piena sintonia con sindaco e giunta”.

“L’eccessiva debolezza nei confronti del mondo delle farmacie, che certamente sono un potere forte, mostra in questo caso tutta la permeabilità e la debolezza della politica, ma questa appare ancora più debole nei confronti della burocrazia comunale che non ha mai collaborato con il Consiglio – dicono Rosario Filoramo e Antonella Monastra del Pd – difatti dalla Delibera del Commissario Latella ad oggi abbiamo assistito a un crescendo di atti illegittimi per incompetenza dell’organo deliberante (annullata dal Tar) in prima battuta, in seguito proposte di delibera consiliare ritirate senza motivazione da parte del proponente con successiva censura del Tar, e infine la predisposizione di una proposta di reitera del provvedimento Commissariale da fare approvare al Consiglio, in cui si ometteva la censura del Tar e la cronologia dei fatti, comportamento certamente fuorviante per i consiglieri che quell’atto avrebbero dovuto approvare ed infine l’ultimo intervento della Giunta che ritorna sulla proposta del Sindaco Orlando, a seguito delle rimostranze dei consiglieri tenuti sino ad allora all’oscuro della censura del Tar, e la sottopone quale testo definitivo. Confusione, ritardi, omissioni, errori marchiani che sono costati due sentenze contrarie del Tar con annessi i costi derivanti dalle soccombenze. Questo quadro, che non è una interpretazione dei fatti, ma quanto riportato nel testo dell’ultima delibera di Giunta sul piano farmacie, ci convince ancora una volta che il Consiglio deve impossessarsi del suo ruolo pianificatore che qualcuno ha provato e sta provando ad usurpare. La delibera con la proposta Orlando era il male minore a fronte di un commissariamento certo da parte della Regione. Il ruolo della politica dentro le istituzioni e la sana separazione delle competenze tra Consiglio, Giunta e Burocrazia sono stati i punti cruciali da affrontare e risolvere per rappresentare il bene della cittadinanza”. tutta.

“Ho votato contro questo atto – dice il capogruppo del Misto Mimmo Russo – presentare emendamenti significava mandare tutto di nuovo all’Ordine e all’Asp, non è così che si fa. Ho proposto però l’ordine del giorno sulle farmacie comunali, che esistono in tutta Italia, e consentono di aprire sedi in quelle zone poco appetibili per i privati. Ne chiediamo una per circoscrizione”.

“Alla fine ha prevalso il buon senso e il piano farmacie è stato approvato – dice il capogruppo Ncd Alessandro Anello – nonostante non abbia condiviso il percorso che ci ha portato a votare l’atto quasi fuori tempo massimo e malgrado le tante lacune, infatti mi sono astenuto, il consiglio e’ riuscito ad approvare un piano che era necessario per legge , che prevede 29 nuove farmacie e che darà vita a tanti posti di lavoro. Ritengo però necessario già da subito lavorare al nuovo piano che stavolta dovrà avere un percorso completamente diverso e deve essere condiviso tra l’assessorato, gli uffici interessati e le commissioni competenti”.

“Non sempre la sommatoria di interessi particolari è conciliabile con l’interesse generale – dice Pierpaolo La Commare del Mov139 – bene ha fatto il consiglio a far prevalere dunque l’interesse dei cittadini per un miglior servizio farmaceutico, piuttosto che prestare orecchio a visioni parziali di cui più di un consigliere si era fatto interprete”.

 


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Commenti

    Solamemte :possiamo sapere nomi e cognomi degli 8 astenuti
    e del solo voto contrario? Cosi solo per scambiare 4 chiacchere
    con gli amici ,sai i tizi si sono astenuti, ma vero? E chi sono,non
    ci posso credere, che figura ! Ma sono amici,ma sanno per cosa
    si sono astenuti? Ma sanno che ora al varco li aspettano i farma
    cisti del centro storico? Ci possiamo fidare di questi tizi!
    Ma che gente votiamo, poveri cittadini,di questa povera citta’

    Siete veramente convinti che con questi politici,molti di estrazio
    ne culturale,medio bassa ,si possa intraprendere un serio piano
    di dislocazione delle farmacie dal centro storico?Sanno costoro
    le leggi ,le norme che interessano questo settore,il solo fatto che
    qualcuno proponga una farmacia comunale per ogni circoscrizione, dimostra che siamo messi male, anzi malissimo.
    Sanno costoro che molte circoscrizioni hanno un soprannumero
    di tali esercizi? Un esempio solo nel quartiere Tribunali –
    Castellamare,abbiamo un esubero di quasi 12 farmacie in rapporto agli abitanti,la stessa cosa per il quartiere Politeama,
    chiaramente non tutte vorranno trasferirsi,ma e’chiaro visto l’esi
    to del precedente piano dei trasferimenti di quasi un decennio fa,
    che non c’e’ da stare tranquilli.Si muoveranno tutti ; l’ordine sapra’ attivarsi senza mettere il bastone fra le ruote al procedi
    mento di revisione della pianta organica? La parte politica presen
    te in consiglio comunale,l’esempio e’venuto da questa approvazione delle ultime 29 sedi,sapra’districarsi nel mare delle
    pressioni? Siamo a Palermo ,quindi le speranze di un procedimento serio sono ridotte al minimo.

    Orlando il farmacista lo sa fare

    una farmacia è recentemente fallita e molte altre sono in crisi aprire altre 29 farmacie non produrrà nuovi posti di lavoro ma maggiore crisi e ne falliranno delle altre. Si sarebbe duvuto fare una redistribuzione sul territorio.

    il problema è che molti falliscono perchè sono mal distribuite sul territorio

    Ora ci saranno una valanga di ricorsi per l’errata dislocazione delle farmacie nel territorio con zone con 8.000 abitanti senza ed altre piazzate vicino o tra farmacie esistenti. Il Comune verra’ condannato e chi paghera’ il conto????

    non sono riuscito a trovare una farmacia aperta che vende preservativi.

    fatti una buona scorta di preservativi, adesso non ti mancheranno le farmacie

    ma perché non si creano le farmacie comunali!

    le farmacie comunali non esistono più in Sicilia perchè i farmacisti direttori si comportavano come tutti i dipendenti pubblici e le farmacie erano tutte con bilanci in rosso. aprire altre farmacie non porterà a nessun posto di lavoro in più, ma bensì ad un trasferimento di lavoratori da una farmacia ad un’altra. il farmaco non è un bene di consumo e pertanto più “vetrine” non portano a più vendite. inoltre il dover redistribuire tutta una serie di costi (bollette, tasse,ecc, ecc) su più esercizi commerciali porterà ad un aumento del prezzo dei farmaci OTC e comunque ad una perdita di professionalità da parte del farmacista che pur di far cassa per sopperire alle tante spese non starà più molto attento se il cliente avrà o meno la ricetta per acquistare farmaci. tutte le farmacie palermitane sono in sofferenza. la prima in via Imera è già fallita e tante altre stanno seguendo a ruota. sono tantissimi i farmacisti dipendenti che da mesi non vengono pagati dai titolari che camminano in ferrari e bmw. la colpa è sia della crisi ma anche della gestione scellerata di farmacisti NON imprenditori che fino a quando mamma regione garantiva i guadagni hanno potuto fare e disfare senza curarsi di compiere errori commerciali. della loro scelleratezza oggi ne pagano il prezzo.

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