PALERMO – “Se la Sicilia è in queste condizioni, ammettiamolo, la colpa non è solo dei partiti, ma di tutti: della società civile, dei sindacati, delle associazioni di categoria”. Nello Musumeci, con queste parole, innesca il momento più caldo del confronto tra candidati alla presidenza della Regione, organizzato oggi a Villa Filippina, nel contesto del “Festival della legalità”. Parole, quelle del candidato di Pdl, Pid e La Destra, che hanno scatenato la reazione del pubblico, e anche quella della “rivale” Giovanna Marano: “Non metta tutti sullo stesso piano – ha detto infatti la sindacalista che ha sostituito Fava nella corsa verso Palazzo d’Orleans – e si ricordi che lei è sostenuto dai partiti che sono stati alleati di Cuffaro prima e Lombardo poi”.
Un “botta e risposta” caduto nel bel mezzo di un dibattito già vivace, anche per “merito” del candidato del movimento dei Forconi, Mariano Ferro: “Qui oggi stiamo recitando una farsa. La Sicilia è fallita. Ha 20 miliardi di debiti. E la colpa dello sfascio è tutta dei partiti tradizionali”.
Sono stati cinque i candidati alla Presidenza ad aver accettato l’invito al “Festival della politica”, che rientra tra gli eventi compresi nel contenitore del “Festival della legalità”. E se i forfait di alcuni candidati come Gianfranco Micciché erano stati annunciati, e quello di Sturzo è dovuto a un lutto improvviso (la morte del padre), ha sorpreso quello di Rosario Crocetta, atteso, del resto, a un confronto proprio con Giovanna Marano, con la quale ha aspramente polemizzato a distanza nei giorni scorsi.
Ma i candidati intervenuti hanno comunque dato vita a un dibattito incentrato sui “temi”, più che sugli slogan o sulle polemiche. Anche per merito di Confindustria Palermo, che ha promosso l’incontro di oggi, e che ha “dettato” il ritmo del dibattito, grazie alle domande di cinque giovani imprenditrici alle quali si sono sottoposti gli aspiranti governatori.
E la prima di queste domande ha riguardato il tema caldo dell’energia. Rinnovabili e termovalorizzatori, ecco come la pensa Nello Musumeci: “Io sono per l’energia pulita, ma non è giusto che per perseguire un bene, se ne distrugga un altro: il paesaggio. Perché la Regione governata dagli uomini di centrosinistra di Bersani e di Fini hanno dato spazio a una serie di investimenti di parchi eolici senza nemmeno dotarsi di una pianificazione? Non diventi, il parco eolico, un mezzo per lucrare sui fondi comunitari. Spesso, tra l’altro, – ha aggiunto Musumeci – le pale girano a vuoto e sono servite in passato per favorire qualche gruppo legato ad ambienti malavitosi. I termovalorizzatori? Credo che ormai siano antieconomici”.
Alle due donne presenti, invece, Giovanna Marano e Lucia Pinsone, è toccato un quesito riguardante le possibilità dei giovani di fare impresa oggi: “Per aiutare i giovani – ha detto la canddiata di Sel e Idv – sarebbe importante riuscire a veicolare i fondi europei che sono stati finora dimenticati e gestiti in maniera troppo centralizzata. Io penso a una gestione di queste somme affidate ai territori, e a un incremento nell’utilizzo del microcredito per tutti i giovani che abbiano un’idea innovativa. L’ultimo grande flusso di denaro in Sicilia – ha aggiunto – è servito per dare 49 milioni a Sti Electronic, con l’unico risultato di produrre una cinquantina di posti di lavoro. Sarebbe stato meglio darli ai tanti dipartimenti di Energetica presenti sul territorio”. Per Lucia Pinsone, del movimento ‘Voi, “la chiave sta nelle banche. Dobbiamo convincerle a sostenere i progetti dei giovani che hanno voglia di investire”. Ma a soffrire sono anche le imprese, che stentano a ricevere i finanziamenti del pubblico: “Molti privati – ammette il candidato del Movimento cinque stelle Giancarlo Cancelleri – oggi rifiutano le commesse che provengono dal pubblico, perché sanno che tanto il pubblico non paga in maniera puntuale, o non paga affatto”.
Le imprenditrici di Confindustria, poi, hanno chiesto ai candidati qualche “nome”. In particolare hanno chiesto di conoscere chi ricoprirà alcuni ruoli chiave della burocrazia: da quello di ragioniere generale a quello di dirigente generale delle Attività produttive. Ma di nomi, non ne sono arrivati. Qualcosa sul “metodo” di scelta invece hanno detto Cancelleri e Ferro. “A me – ha spiegato il candidato del Movimento cinque stelle – non piace il metodo col quale vengono spesso scelti i vertici di enti regionali: quasi sempre dei trombati della politica. Se sarò io il governatore chiamerò la gente con un bando a evidenza pubblica, e avranno un contratto quinquennale, e durante quel periodo faremo verifiche annuali”. Mariano Ferro invece ha assicurato: “I mei dirigenti non saranno raccomandati, non saranno persone che oggi cercano voti per il presidente. Oggi in Sicilia nessun primario, nessun amministratore, nessun dirigente lo diventa se non passa da una segreteria politica”.
Quindi, come detto, il momento più caldo del confronto. Introdotto dall’intervento di Nello Musumeci: “Non dobbiamo a iscriverci tutti – ha detto – al partito della rassegnazione. Oltre la politica c’è la legge della jungla. La politica ha perso credibilità? Vero: ma la società civile è meglio dei politici? Chi fa il rivoluzionario oggi, ieri era dietro la scrivania di questo o quel politico. La società civile ha mangiato e marciato col potere politico. E io non temo di guardare negli occhi nessuno. A me non insegnate niente. Non ho fatto parte di nessun governo regionale, né sono stato un deputato dell’Ars. Dove ho amministrato, ho lasciato un buon ricordo. Io ho rinunciato a carriere, – ha proseguito – per non stare sotto la puzzolente gonna della Democrazia cristiana. Chi ha governato in questi anni c’è stato perché ha avuto consenso da tanti, anche dai sindacati e dalle associazioni di categoria. Non è il tempo per i verginelli”. E il pubblico si divide tra fischi e applausi. Qualche esponente dei Forconi insorge, finché Giovanna Marano non prende la parola: “Lei, Musumeci, – ha detto – si è presentato agli elettori con una coalizione composta dalle forze politiche che anno governato con Cuffaro e con Lombardo. E che hanno rovinato la Sicilia. Ma oggi viene a farci la lezione”.
Il dibattito poi, s’è chiuso sull’inevitabile tema delle “liste pulite”. “Noi – ha detto Cancelleri – abbiamo fatto una cosa molto semplice: abbiamo chiesto ai candidati di portarci i documenti che dimostrano che non hanno sulle spalle nessuna condanna e nessuna indagine. In fondo, fare liste pulite è molto semplice”. Più a dirsi, che a farsi, a sentire Mariano Ferro: “Le liste sono piene di indagati che non possono restare fuori, perché rappresentano un grosso bacino di voti. E infatti, sono ancora tutti lì”.
LA DIRETTA
18.08 Domanda sulle ‘quote rosa’ nei Cda delle società partecipate, a Ferro e Cancelleri. Ferro prima torna sul tema della riscossione dei tributi: “Ci dicono che siamo violenti. Ma non è violenza far pagare a gente che ha già problemi economici far pagare quelle bollette da parte della Serit. Forse non avremmo dovuto fermare lo sciopero di mesi fa, era il momento giusto per la rivoluzione. I governi sia regionali che nazionali non hanno più alcuna sovranità”. Sulle ‘quote rosa’: “Magari ci fossero tutte donne a governare questa Regione. Non ho quasi mai sentito di donne colluse con la mafia. Purtroppo però non vedo molte donne pronte a venire fuori. E invece in tanti uomini indagati vengono ricandidati solo perché portano pacchetti di voti”. Cancelleri: “Stiamo portando avanti un progetto ‘Equal’, che serve proprio per far partecipare maggiormente le donne alla politica. Noi soffriamo lo stereotipo della donna che deve restare a casa, e l’uomo che deve portare il pane a casa. Quindi quello delle quote rosa è un tema che ha una valenza culturale. Credo che lo strumento delle quote mortifichi per prime le donne. Sulle liste pulite, invece, il Movimento cinque stelle ha molto semplicemente chiesto ai candidati i certificati che dimostrassero di non avere alcuna pendenza nè alcuna condanna. Io chiedo quindi di non votare gente che ha problemi con la giustizia. Dobbiamo colmare il gap col resto dell’Italia, dell’Europa e del mondo dove siamo ancora visti come mafiosi”.
17.59 Domanda a Marano e Pinsone sulla riscossione dei tributi da parte di Equitalia. Pinsone: “Nel nostro programma c’è l’idea di congelare per un anno tutte le bollette da pagare, dilazionando il resto della cifra nei successivi cinque anni. La gente però deve liberarsi da certe abitudini: quando io chiedo il voto, loro mi mettono in mano la bolletta della luce. Io sono stata ricattata dal Pdl, ero stata ‘comandata’ all’Ars, e sono andata via da quel posto perché non potevo restare ad assistere a quello che succedeva. Oggi sono pagata per non lavorare”. Marano: “Bisogna alleggerire la pressione fiscale sulle imprese. A Musumeci dico: noi non pensiamo che sia casuale che lei non abbia ancora indicato nessun componente della giunta. Noi abbiamo già indicato sei assessori. Invito i siciliani indecisi ad andare a votare, e credere in un progetto di discontinuità vero”.
17.50 Nuova domanda a Musumeci. Tra sviluppo e assistezialismo cosa sceglie? “Io da presidente pagherò i danni che una politica dannosa del centrodestra e centrosinistra hanno creato. Insieme ai sindacati e alle associazioni di categoria. La Sicilia paga 170 mila persone con soldi pubblici, frutto della voglia di garantirsi il consenso usando il pubblico come ammortizzatore sociale. Ma a pagarne le conseguenze sono state le piccole e medie imprese. Noi dobbiamo da un lato garantire il lavoro dei precari, ingannati per tanti anni, dall’altro far ripartire lo sviluppo, tagliando le spese. A cominciare dai fondi del presidente e da quelle dei gruppi parlamentari. E così via su tutte le sacche di privilegi”.
17.45 Marano: “In questo paese chi era povero è diventato più povero, e chi era ricco è ancora più ricco. Lei, Musumeci, si è presentato con forze politiche che anno governato con Cuffaro e con Lombardo. Hanno rovinato la Sicilia. E oggi viene a farci la lezione. E’ evidente che lei è molto preoccupato. Lei parla di società civile. Ma non esiste la società incivile. Non ho i nomi dei miei futuri dirigenti, perché ancora non ho i curricula”.
17.37 Musumeci: “Non dobbiamo a iscriverci tutti al partito della rassegnazione. Oltre la politica c’è la legge della jungla. La politica ha perso credibilità? Vero: ma la società civile è meglio di quella politica? Chi fa i rivoluzionari oggi, ieri era dietro la scrivania di questa o quel politico. La società civile ha mangiato e marciato col potere politico. E io non temo di guardare negli occhi nessuno. A me non insegnate niente. Io ho rinunciato a carriere, per non stare sotto la puzzolente gonna della Democrazia cristiana. Chi ha governato in questi anni c’è stato perché ha avuto consenso. Non è il tempo per i verginelli. Respingo l’idea che i burocrati siano degli scansafatiche. Spesso non sono stati motivati, controllati, stimolati. Per questo penso che non ci sarà bisogno di centinaia di consulenti? Perché non partire dalla meritocrazia anche nelle nomine dei dirigenti generali? I nomi? Non mi sono occupato di giunta, vicepresidenza e dirigenti generali. Se ne parlerà dopo le elezioni, in base alle competenze e ai curricula”.
17.35 Pisone: “Condivido tutto quello che ha detto Ferro. In Sicilia ci sono dirigenti che dirigono se stessi. Dobbiamo snellire la burocrazia”.
17.30 Ferro: “La terra in cui viviamo non è più una terra democratica. Qui vince le elezioni chi ha un milione di euro da spendere. Io voglio confrontarmi con Crocetta e Micciché, che hanno portato alla rovina la Sicilia. Siamo stanchi di questi partiti, che non sono altro che comitati d’affari”.
17.25 Domanda a tutti i candidati sui possibili nomi dei futuri dirigenti generali al bilancio e alle Attività produttive. Cancelleri: “Intanto, serve una semplificazione burocratica. A me non piace il metodo col quale vengono spesso scelti i vertici di enti regionali: quasi sempre dei trombati della politica. Se sarò io il governatore chiamerò la gente con un bando a evidenza pubblica, e avranno un contratto quinquennale, e durante quel periodo faremo verifiche annuali”. Ferro: “I mei dirigenti non saranno raccomandati, non saranno persone che oggi cercano voti per il presidente. Oggi in Sicilia nessun primario, nessun amministratore, nessun dirigente lo diventa se non passa da una segreteria politica”.
17.20 Marano: “Diciamolo, siamo al default. E la colpa è di quella parte politica che ha garantito una continuità col sistema affaristico-mafioso. Parte politica con la quale non abbiamo voluto allearci. Sulla cassa integrazione in deroga voglio dire che i finanziamenti arrivavano da Roma, ma su questo la cattiva politica ha spesso fatto troppi giochetti. Sull’eolico, invece, voglio dire che spesso le pale in Sicilia hanno girato a vuoto, perché non c’è una rete capace di raccogliere quello che le pale generano”.
17.15 Musumeci: “Io non ho mai fatto parte di nessun governo regionale, non sono mai stato esponente dell’Ars. E quando ho amministrato ho dato risultati concreti. Sull’Energia ribadisco che i parchi eolici rappresentano un’opportunità, ma non possono distruggere aree soggette e a vincolo paesaggistico. Perché la Regione governata dagli uomini di centrosinistra di Bersani e di Fini hanno dato spazio a una serie di investimenti di parchi eolici senza nemmeno dotarsi di una pianificazione? Non diventi, il parco eolico, un mezzo per lucrare sui fondi comunitari”
17.10 “Su questo palco – ha detto il candidato dei Forconi Mariano Ferro – stiamo facendo una farsa: questa Regione è già fallita: ha 20 miliardi di debiti. Prima di pagare le imprese bisognerà pagare i Forestali, gli impiegati. La Sicilia è stata distrutta dai partiti nazionali, che oggi vogliono salvare questa terra con gli uomini che l’hanno distrutto. Crocetta col Pd, Musumeci col Pdl, visti gli uomini che hanno alle spalle, perché dovrebbero oggi dare delle soluzioni nuove?”.
17.05 Il tema della mancanza dei fondi per le imprese è al centro di un quesito rivolto al candidato del Movimento cinque stelle Giancarlo Cancelleri: “I costi della politica sono elevatissimi ma la politica non vuole rinunciare. La politica dovrebbe comportarsi da ‘buon padre di famiglia’, ed essere puntuale nei pagamenti. Molti privati oggi rifiutano le commesse proveniente dal pubblico, perché si sa che non pagano”.
17.00 Lucia Pinsone: “Ci hanno reso schiavi e ci hanno tolto l’istruzione, la Formazione e i fondi. Sui giovani? Non credo ci sia una bacchetta magica. Ma possiamo aiutarli, andando a parlare con le banche. Io rivedrei ad esempio la distribuzione dei fondi per la Formazione professionale, che non serve a nulla, se non come bacino di voti. Con le banche, invece la Regione deve svolgere il ruolo di garante rispetto al giovane che vuole investire. La cassa integrazione in deroga? Recuperare i fondi dai tagli agli sprechi: vendere le autoblu, vendere pare del demanio”.
16.50 Domanda stavolta rivolta alle candidate Marano e Pinsone. Il tema è quello delle possibilità dei giovani di fare impresa, e della cassa integrazione in deroga. Giovanna Marano: “Per i giovani servirebbe veicolare i fondi europei che sono stati finora dimenticati e gestiti in maniera troppo centralizzata. Pensiamo quindi a una gestione affidata ai territori, e a un incremento del microcredito per tutti i giovani che abbiano un’idea innovativa. L’ultimo grande flusso di denaro è servito per dare 49 milioni a Sti Electronic, con l’unica risultato di produrre una cinquantina di posti di lavoro. Sarebbe stato meglio darli ai tanti dipartimenti di Energetica presenti sul territorio. Sulla cassa integrazione in deroga? E’ un provvedimento cinicamente svuotato di risorse. E ogni giorno decine di lavoratori protestano ogni giorno. Alle imprese serve anche che si taglino un po’ di lacci e lacciuoli della burocrazia che frenano l’accesso ai Fondi euroei”.
16.42 “In Sicilia non abbiamo una politica energetica”. Così il candidato Nello Musumeci risponde alla prima domanda posta da Caterina Di Chiara, una giovane imprenditrice. “Perché non rendere le nostre isole minori autonome dal punto di viste energetico? Penso all’eolico, al fotovoltaico. Io sono per l’energia pulita, ma è giusto che per perseguire un bene, se ne distrugga un altro: il paesaggio? Perché non stabilire un piano in grado di non consentire all’impianto eolico di deturpare il paesaggio? Spesso, tra l’altro, le pale girano a vuoto e sono servite in passato per favorire qualche gruppo legato ad ambienti malavitosi. I termovalorizzatori? Credo che ormai siano antieconomici. Credo che abbiamo il dovere di inventarci una politica dei rifiuti, restituendo protagonismo ai comuni”.

