PALERMO – E’ polemica sull’asse Comune-Regione e anche questa volta a contrapporsi sono il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e l’assessore regionale all’Energia Vania Contrafatto, seppur in veste di commissario del governo nazionale per le opere di fognatura e depurazione. Oggetto del contendere 13 interventi finanziati dal Cipe nel 2012 per oltre 100 milioni di euro e compresi nell’Apq del 2013, che da almeno 15 anni attendono di essere realizzati: opere che permetterebbero di evitare allagamenti e sversamenti illegali in numerosi punti della città.
Il governo Renzi alla fine dello scorso anno ha però deciso di commissariare 10 opere, nominando commissario proprio la Contrafatto. “A noi non interessa chi faccia il commissario, ma poniamo due questioni: dal 2000 a oggi i commissariamenti nei settori del servizio idrico e dei rifiuti sono stati funzionali a un sistema affaristico e mafioso che rievoca i tempi di Ciancimino – ha detto il sindaco Orlando – e inoltre il Csm non dovrebbe dare autorizzazioni ai magistrati consentendo loro di entrare e uscire dalla politica come fosse un autobus”.
La vicenda in realtà ha origini antiche. Nel 1994 la legge Galli ha infatti recepito in Italia una direttiva europea del 1991 che impone le fognature e il trattamento delle acque prima dello sversamento in mare; in Sicilia la norma è stata accolta solo nel 1999 e nel 2000 sono stati istituiti gi Ato idrici. Nel 2003 è stato firmato un primo Apq e solo nel 2007 è stata siglata la convenzione con Aps per la realizzazione delle opere in provnicia di Palermo. Peccato che Aps sia fallita e quindi nel 2013 tutti gli interventi sono tornati in mano a Palazzo delle Aquile, che si è ritrovata anche con i costi della mancante progettazione.
In due anni, secondo i tecnici del Comune, l’amministrazione Orlando ha portato avanti gli iter, cofinanziato opere per 3 milioni e chiesto i decreti di finanziamento alla Regione. Ma alla fine dello scorso anno ecco il commissariamento. “Ho fatto precise denunce a tutti i livelli e ancora attendo risposta – ha aggiunto il sindaco – invieremo alla Corte dei Conti tutte le carte per accertare eventuali responsabilità a ogni livello”.
Un provvedimento che però non va giù al Comune: secondo l’amministrazione, infatti, 9 progetti sono già pronti e in attesa solo del decreto di finanziamento regionale o di impegno delle somme. Insomma, la colpa dei ritardi sarebbe tutta di Palazzo d’Orleans. “Troviamo singolare che venga nominato commissario il soggetto che ha provocato i ritardi”, ha aggiunto Arcuri. Palazzo delle Aquile ha calcolato i giorni intercorsi fra l’approvazione in giunta delle opere e l’emissioni dei decreti: si va dai 61 giorni per Boccadifalco ai 521 giorni per Marinella, passando per i 467 di via Ripellino e i 467 di Villagrazia e via Valenza.
La Contrafatto si è insediata il 17 marzo scorso e, come ha dichiarato qualche giorno fa lo stesso commissario, ha convocato una riunione per il 24 a cui però Palazzo delle Aquile però non ha partecipato, mandandola su tutte le furie. “Siamo stati costretti a convocare una nuova riunione per venerdì 8 aprile – ha detto alla stampa la Contrafatto – Speriamo che questa volta il Comune si presenti: i palermitani hanno già atteso abbastanza e hanno diritto a veder completate queste opere”. “Non abbiamo disertato nulla – ha proseguito il vice sindaco – abbiamo presentato tutta la documentazione a febbraio”.
In totale 9 progetti risultano pronti, per un totale di 57,3 milioni, mentre altri 4 (pari a 42 milioni) sono ancora in fase di definizione. Risultano in attesa del decreto di impegno regionale l’adeguamento e potenziamento del depuratore di Acqua dei Corsari (26,5 milioni), Sferracavallo (4,8), Marinella (1,8), Etna e Agnetta (1,4) e Villagrazia (1,1); serve invece anche il decreto di finanziamento per Castellana (10,2 milioni e non commissariato), Boccadifalco (9 e non commissariato), Palmerino (1,4 e non commissariato) e Ripellino (1,2). Il collettore sud orientale (33 milioni) è in corso di approvazione in conferenza regionale lavori pubblici; Cruillas (7) è in conferenza di servizi, così come Decollati (2); bisogna ancora redigere il preliminare per Fondo Verde (5,5).
LA REPLICA DELLA CONTRAFATTO
“Il governo nazionale ha deciso di commissariare alcune opere di fognatura e depurazione della città di Palermo per accelerarne i tempi di realizzazione e consentire di uscire dalla procedura di infrazione comunitaria – scrive il commissario su Facebook – Le sterili polemiche del sindaco Orlando lasciano il tempo che trovano, ma non possono mutare la realtà dei fatti: i ritardi sono oggettivi e non è provando a scaricare le colpe sugli altri che si fa l’interesse dei cittadini. La Regione ha potuto emettere i decreti di finanziamento solo di alcune di queste opere e lo ha fatto in tempi strettissimi, non appena il Comune ha inviato i progetti corredati da tutte le autorizzazioni e compatibilmente con le nuove norme di armonizzazione contabile. La semplice approvazione in giunta comunale infatti, per legge, non era sufficiente in mancanza di tutta la documentazione corredata. Per altre opere, invece, il Comune o ha inviato i progetti dopo che era già intervenuto il commissariamento oppure non lo ha mai fatto. Inoltre alla riunione convocata per lo scorso 24 marzo, in cui il Comune avrebbe dovuto consegnare la documentazione alla struttura commissariale, e non alla Regione, secondo le procedure stabilite da tutti i sottoscrittori dell’Accordo di programma quadro, il Comune non si è presentato. Auspichiamo che il sindaco sia presente al prossimo incontro, fissato per l’8 aprile”.
LA PRECISAZIONE DEL COMUNE
“E’ singolare che venga nominato il soggetto che ha la responsabilità politica del Dipartimento Regionale che ha ritardato l’esecuzione delle opere – dice nel tardo pomeriggio in una nota il Comune – questo paradosso esplode in tutta la sua evidenza con la difesa d’ufficio che la stessa Assessore Commissario Contrafatto. L’Assessore Commissario o ignora la normativa o mente sapendo di mentire: i decreti cui fa riferimento nelle sue dichiarazioni, peraltro più volte censurati dalla Corte dei Conti, sono infatti semplici decreti di “prenotazione” e non di “impegno” delle somme, dunque inutilizzabili ai fini dell’appalto delle opere. L’assessore ripassi la normativa sull’armonizzazione contabile ed i sui principi. Le deliberazioni della Giunta Municipale di approvazione dei progetti sono stati trasmessi agli Uffici dell’Assessorato complete di tutti gli allegati come peraltro figurano sul sito del Comune di Palermo. Si ricorda che la normativa vigente recita che la delibera con cui un ente decide di erogare contributi “a rendicontazione” a favore di altri enti, per la realizzazione di determinate spese, costituisce un’obbligazione giuridicamente perfezionata, anche se condizionata alla realizzazione della spesa, a seguito della quale l’ente erogante è tenuto ad impegnare l’intera spesa prevista nella delibera, con imputazione agli esercizi in cui è prevista la realizzazione delle spese da parte dell’ente beneficiario”.

