CATANIA – “Sembrerebbe profilarsi un conflitto di interessi all’interno della giunta comunale. Trojano venga a spiegare in Consiglio”. È quanto chiede il consigliere comunale Sebi Anastasi, Grande Catania, che stasera, nel corso della seduta di consiglio comunale, ha invitato a chiare lettere l’assessore al Welfare del Comune, Fiorentino Trojano, a relazionare al Consiglio sulla programmazione relativa ai fondi della legge 328 ma soprattutto a chiarire la propria posizione per quanto riguarda il progetto di salute mentale attivato dall’amministrazione in collaborazione con l’Asp. “Oltre un mese fa ho chiesto la convocazione di un Consiglio comunale straordinario sui Servizi sociali – spiega Anastasi – senza aver avuto alcuna risposta. Formalizzeremo la richiesta – aggiunge – anche perché urge approfondire delle questioni che sono emerse in Commissione, di cui sono vice presidente. Una di queste riguarda l’assessore ai Servizi sociali, che proviene dal mondo della psichiatria, il quale ha annunciato che gran parte dei finanziamenti della 328, o una cospicua parte di questi, verrà impiegata per la realizzazione del progetto sulle malattie mentali. Secondo noi, pur non essendo dei tecnici, si potrebbe profilare un chiaro conflitto di interessi e vorremmo che venga chiarito tutto. Sembrerebbe, infatti, anche che da parte del’Asp per questo progetto, non sia previsto alcun contributo in denaro”.
Insomma, l’amministrazione comunale, secondo il consigliere Anastasi, utilizzerebbe i fondi della 328 per un progetto senza il contributo dell’Asp, per di più in un momento delicato in cui la richiesta di assistenza aumenta. Non solo, Anastasi chiede chiarimenti anche relativamente alla possibilità che altri fondi siano a rischio. “Per questo ho chiesto di fare chiarezza – prosegue Anastasi – e credo che la sede migliore sia il Consiglio comunale davanti al quale l’assessore può illustrare i progetti e cosa intende fare l’amministrazione su cosa voglia fare dei servizi sociali. Oltre a eliminare ogni dubbio sull’esistenza o meno del conflitto di interessi.”
Non vuole accusare nessuno, il consigliere, che da tempo ha intrapreso una battaglia a favore del potenziamento del welfare locale, a sostegno delle famiglie disagiate, anche quelle che non possono accedere facilmente agli assegni di assistenza. “Il grado di civiltà e vivibilità si misura, traspare e dipende dal grado di attenzione che viene rivolta alle fasce sociali deboli in forte disagio e difficoltà – conclude il consigliere – ai cittadini che, specie al Sud, oggi non hanno più neanche l’opportunità di utilizzare come ammortizzatore sociale la famiglia”.
Nessun conflitto, secondo il titolare dei Servizi sociali Trojano. “Il progetto è stato approvato dal Distretto socio sanitario. L’Asp ci mette gli psichiatri, i medici e gli psicologi – prosegue – e il progetto di integrazione socio sanitaria che cambia il metodo di affidamento dei servizi che saranno gestiti in modo realmente integrato. Per quanto riguarda la possibilità che l’amministrazione perda alcuni finanziamenti, Trojano è ottimista. “Stiamo risolvendo gli intoppi – conclude – ma i fondi non sono a rischio”.

