Fondi Ue, allarme da Bruxelles | Cinquestelle: “A rischio 100 milioni”

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08 Dicembre 2019, 20:25

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BRUXELLES – Nonostante lo scintillante albero di Natale, nei corridoi della sede del Parlamento Europeo di Place de Luxemburg a Bruxelles c’è tutto fuorché aria di festa. Si lavora. E anche a ritmi serratissimi. Tra gli argomenti più spinosi affrontati dagli europarlamentari siciliani c’è quello dell’utilizzo dei fondi europei in Sicilia. O forse sarebbe meglio dire, del non utilizzo dei fondi europei in Sicilia.

Anche quest’anno rischiamo di mandare al macero milioni e milioni di euro che invece sarebbero serviti per rilanciare l’isola, da diversi punti di vista. Pochi giorni fa, l’eurodeputato del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao e il deputato regionale M5S Luigi Sunseri hanno incontrato Pasquale D’Alessandro, responsabile per l’Italia presso la DG Regio della Commissione Europea. L’obiettivo della riunione è stata quella di fare una sorta di ‘radiografia’ sulla spesa e sulla certificazione dei fondi europei a disposizione della Sicilia: il fondo Fers. Il ‘quadro clinico’ che è emerso non è dei più rosei. E mostra aspetti preoccupanti. Da una parte c’è il presente, con le criticità nell’attuazione del Po Fesr 2014-2020. E dall’altra “le sabbie mobili” di un futuro incerto sulla programmazione degli obiettivi per il periodo 2021-2027. Da questo confronto, più informale che ufficiale, i due esponenti del Movimento 5 Stelle fanno sapere che D’Alessandro ha prospettato “un quadro preoccupante sul fronte della spesa dei fondi europei e sull’alta probabilità dell’ennesimo fallimento nel raggiungimento degli obiettivi previsti nella programmazione 2014/2020”. Adesso l’obiettivo è “non ripetere gli stessi errori” del passato.

Il nodo dei “retrospettivi”

Ai nastri di partenza, però, ci sono due elementi da analizzare. Nella partita Palermo-Bruxelles, la Sicilia porta un punticino a casa. È stata scongiurata la perdita dei 112 milioni di euro per il progetto della tratta ferroviaria Palermo-Punta Raisi. Ma a una notizia positiva fa da contrasto quella dell’interruzione dei rimborsi da parte dell’Unione sul Po Fesr Sicilia 2014- 2020. E si sta parlando di circa 600 milioni di euro da accreditare. Somme sospese, a quanto pare, in quanto la Commissione non ha ancora ricevuto chiarimenti e rettifiche (anche di natura finanziaria) su alcuni dubbi sollevati. In particolare nel mirino dell’Unione ci sono i cosiddetti ‘progetti retrospettivi’. Un sistema che ha permesso alla Regione di salvare in calcio d’angolo diverse risorse europee. Come funziona? Se un progetto è al palo i fondi europei si spostano su quelli già finanziati e in completamento. In alcuni progetti (l’allestimento dei centri funzionali di Protezione civile, il raddoppio ferroviario Palermo Carini Tratta B, le opere fognarie di Aci Castello e la riqualificazione urbana di Bronte) l’Europa ha segnalato delle criticità. Ma da Palermo c’è vento di ottimismo.

I Cinquestelle: “A rischio 100 milioni”

Torniamo a Bruxelles, dove qualche giorno fa, è arrivato dalla Regione Siciliana un dossier in cui si prevede nel target di spesa “N+3” del 2019 di non poter ‘certificare’ al massimo cinquanta milioni su oltre un miliardo di euro. Partendo dal presupposto che è davvero un peccato perdere milioni di euro, le previsioni del deputato regionale Sunseri sono però al rialzo. E stima perdite vicine ai 100 milioni di euro. C’è il rischio concreto che l’Europa chiuda i rubinetti della riprogrammazione delle risorse Fesr 14/20. “Esattamente stiamo parlando di circa 290 milioni di euro, che – spiegano i due esponenti del Movimento 5 Stelle – saranno destinati alla Sicilia tramite il Programma Operativo Complementare (Poc 2014-2020), approvato, da ultimo, con Delibera di Giunta 98 del 27 febbraio 2018. Queste risorse liberate grazie alla riprogrammazione del Fesr 14/20 spettano sempre alla Regione siciliana e per renderle disponibili e spendibili abbiamo bisogno di una delibera Cipe. Cosa stanno aspettando a Roma? Non vorremmo che il nuovo, ciclico e già annunciato Piano per il Sud preveda già somme previste per la Sicilia. Naturalmente – argomentano Corrao e Sunseri – ci aspettiamo risorse vere e non già a disposizione e programmate”.

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I soldi per la viabilità

I fondi riguardano diverse aree di intervento. Tra le priorità c’è sicuramente la viabilità secondaria. “Una vera e propria emergenza”, evidenziano l’eurodeputato Corrao e il deputato Sunseri. “Abbiamo chiesto quali possibilità ci fossero all’interno del Por Fesr 14/20 per poter assicurare i collegamenti interni e un’opportunità di sviluppo. La percentuale della spesa ammissibile è stata già raggiunta dalla regione (la Agrigento-Caltanissetta e gli anelli ferroviari di Palermo e Catania)”. Ma ci potrebbe essere una soluzione. O meglio una strategia risolutiva. Lo staff dell’eurodeputato Corrao propone “la possibilità di intervenire per la messa in sicurezza del territorio e quindi considerare le opere non come un mero rifacimento stradale, ma come azione contro il dissesto idrogeologico, di messa in sicurezza”. Un espediente che potrebbe assicurare risorse per la viabilità secondaria, che altrimenti sarebbero assenti.

“La Regione e i Comuni che hanno il ruolo di autorità di gestione dell’agenda urbana – affermano – sono oltre la concezione di ritardo sia per quando riguarda gli impegni (gare e avvisi), la spesa e naturalmente la certificazione”. La perdita? La stima è “di 600 milioni di euro”. Risorse che avrebbero rappresentato “una straordinaria opportunità per lo sviluppo urbano”.

E le brutte notizie arrivano anche per gli investimenti nella portualità nella programmazione 2021/2017. Fino ad oggi si conferma lo stop alle risorse. “La programmazione 14/20 e il Fsc rimangono l’ultima opportunità per la Regione Siciliana di ottenere finanziamenti per i propri porti strategici. Il nostro pensiero va a quei territori come Gela che da anni attendono interventi portuali”, commentano i due esponenti grillini.

Corrao è lapidario nella sua analisi. “La spesa 14/20 è ferma per incapacità di programmazione e progettazione. Ci sono progetti vecchi e bolliti per poter spendere risorse programmate da oltre 5 anni. Per risolvere il solito lancio di annunci che alla fine non trova riscontro nei risultati raggiunti, bisogna prevedere il finanziamento dei soli progetti esecutivi. Stiamo lavorando – aggiunge – per trovare soluzioni concrete e salvare le risorse europee che altrimenti andrebbero perdute. Ci sono nodi delicatissimi, come la disponibilità di risorse del Poc, la progettualità, la viabilità secondaria, i porti e l’agenda urbana che necessitano di un’attenzione prioritaria in questo momento. È di questo che abbiamo ragionato nell’incontro con il dirigente europeo D’Alessandro, con il quale abbiamo condiviso strategie precise per chiudere nel migliore dei modi l’attuale programmazione 14-20 e indirizzare in modo serio la prossima 2021-2027, senza commettere gli stessi gravi errori del passato”.

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