Formazione, cade il ddl Venturino | No alle cooperative tra lavoratori

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Il voto segreto e una maggioranza "trasversale" ha bocciato il testo col quale si prevedeva la possibilità per i lavoratori licenziati, di associarsi e partecipare così ai bandi per i corsi. Mentre sul settore si allungano le ombre di nuove clientele.

PALERMO – L’Ars ha bocciato col voto segreto il ddl col quale si sarebbe consentito ai lavoratori della Formazione di creare cooperative e partecipare ai bandi. Uno stop trasversale, quello al ddl voluto da Antonio Venturino, visto che, tra i “critici” c’erano anche esponenti della maggioranza come il capogruppo dell’Udc Mimmo Turano e il deputato del Pd Giovanni Panepinto.

Così, il ddl è stato stoppato con una maggioranza molto ampia: in 35 hanno votato contro, mentre solo 8 i voti favorevoli. Il voto segreto era stato richiesto dal parlamentare di Forza Italia Vincenzo Figuccia che ha paralto di ddl “inutile” che avrebbe solo favorito “i grossi enti di Formazione”. Un ddl che Marziano, in rappresentanza di un governo che aveva inizialmente dato un parere favorevole, ha “scaricato” ricordando che quel testo è di origine “parlamentare” e che non è stato voluto dall’esecutivo di Crocetta.

In particolare, il ddl di Venturino aveva l’obiettivo di offrire “una possibilità di sollievo – si legge nel testo – ad alcuni lavoratori e alle rispettive famiglie e soprattutto dà agli allievi un rafforzamento dell’offerta formativa. Si ritiene – prosegue il ddl – di poter estendere l’ambito dei soggetti legittimati a presentare istanze di partecipazione al PROF alle cooperative di lavoro e alle associazioni di lavoratori, anche di nuova costituzione, fondate da operatori iscritti all’albo regionale e non più occupati presso gli enti formativi di provenienza”. Nuove cooperative e nuove associazioni, specifica il disegno di legge, che potranno partecipare a bandi e avvisi già pubblicati, e ancora non scaduti. Ma l’Ars ha detto no. Quel ddl per molti era “sospetto”, sia per la velocità dell’iter, sia per gli obiettivi che avrebbe potuto celare. Dubbi che si aggiungono a quelli sollevati oggi dalla Lista Musumeci sui “compari” pronti a spartirsi per fini clientelari il mondo della Formazione.

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