Forza Italia contro Renzi | "Sblocca Italia da impugnare"

Forza Italia contro Renzi | “Sblocca Italia da impugnare”

Gibiino: "A questo punto chiediamo a Renzi, anzichè commissariare la Sicilia in più parti a causa dello “Sblocca Italia”, che commissari definitivamente l’intera isola".

CATANIA. Forza Italia all’attacco. A gamba tesa sul decreto “Sblocca Italia” che cancellerebbe, a detta dei forzisti, la Sicilia nelle opere messe a finanziamento. Questa mattina, conferenza stampa infuocata alla sede Ars di via Etnea a Catania. Al tavolo, il senatore Vincenzo Gibiino, il capogruppo Marco Falcone, il deputato regionale Alfio Papale, Pippo Arcidiacono. Ed in causa, è stato chiamato anche il governatore Crocetta.

“Questo non è mica uno “Sblocca Italia”: semmai, è l’ennesimo atto con il quale si sottolinea ancora una volta l’immobilismo della Sicilia – spiega Gibiino -. Abbiamo solo una data davanti ed è quella del 30 settembre che sottrarrà risorse alla Sicilia che non è riuscita ad avere progettazioni esecutive per farsele finanziarie. A questo punto chiediamo a Renzi, anzichè commissariare la Sicilia in più parti a causa dello “Sblocca Italia”, che commissari definitivamente l’intera isola. La Sicilia l’1 ottobre si sveglierà più povera e con un Commissario che, forse, su principio della sussidiarietà ci ascolterà sulle opere da fare ma ritengo che avremo risorse comunitarie e locali sottratte che andranno a finire nelle casse dello Stato”.

Secondo Vincenzo Gibiino ora la Sicilia rischia: “Bisogna avere una visione complessiva di ciò che riguarda il Paese. Ricordo a tutti che, tra il marzo e l’aprile del 2013, annunciò che avrebbe tolto le risorse nei cantieri che non andavano avanti: si tratta di quel provvedimento di un anno e mezzo fa rapportato a oggi. Solo che oggi è cambiato un governo e siamo in deflazione, non interveniamo sul codice degli appalti, non finanziamo l’eco-bonus, e non mettiamo mano alle Partecipate: è un’altra Italia questa del 2014. Non possiamo più nemmeno parlare della Catania-Messina-Palermo legata allo sbocca Italia quando, in realtà, la Sicilia ha bisogno di ben altro. E, poi, per noi è essenziale la dorsale Palermo-Catania: ma, ripeto, non hanno una visione strategica della situazione”.

Infine, il dito puntato contro il Pd: “Anzitutto, va detto che la Sicilia è rimasta assolutamente ferma e immobile. Di fatto, non può essere competitiva con questo Decreto e siamo giunti impreparati. Questa situazione evidentemente nelle stanze del Pd dev’essere stata discussa e il fatto che si arrivi impreparati al 30 settembre, direi che qualche nome e qualche colpevole può essere individuato facilmente. Lo denunciamo da tempo: i siciliani verranno, di fatto, depauperati del loro patrimonio economico e finanziario”.

Tocca, poi, al capogruppo forzista all’Ars, Marco Falcone che tira in ballo direttamente il governatore Crocetta chiedendogli di impugnare il Decreto: “Noi riteniamo che questa norma sia una tagliola per la Sicilia: è una trappola perché se, da un lato, si dice che si vuole sbloccare la spesa dall’altra vengono sottratti soldi alla Sicilia. Ed avremmo voluto che Crocetta si fosse fatto sentire in modo forte e vibrante. E, invece, come al solito in Consiglio dei ministri, è stato assente a nome della nostra terra. Crocetta deve impugnare il Decreto per via di una scadenza che ci penalizza in tutto e per tutto. Vorrei evidenziare come la grande Riforma degli Ato idrici alla quale avrebbe dovuto dare vita Crocetta è rimasta inattuata perché, con un atto sconsiderato, ha cancellato tutto, e senza una struttura di progettazione oggi ci troviamo con opere solo sulla carta: su 96 se ne potranno salvare appena una decina e forse nemmeno. E si tratta solo di opere di fognature come il depuratore Aci Castello-Catania”.

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