La Foss sciopera: salta il concerto al Duomo di Monreale

La Foss sciopera: salta il concerto al Duomo di Monreale

La replica della Fondazione: trattative ancora formalmente aperte
stato di agitazione
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PALERMO – Le organizzazioni sindacali della Fondazione orchestra sinfonica siciliana (Foss), Slc Cgil, Fistel Cisl Uilcom e Fials, hanno proclamato lo sciopero dalle 19 alle 23 di stasera, in occasione del concerto di chiusura della settimana di musica sacra al Duomo di Monreale.

L’Orchestra siciliana sciopera

“I lavoratori e le loro rappresentanze esprimono profondo rammarico per l’inevitabile disagio causato al pubblico ma sottolineano come non siano più garantite le condizioni minime per una serena e dignitosa attività lavorativa”, dicono i sindacati.

“La decisione di ricorrere allo sciopero – spiegano i sindacati – giunge al culmine di vani tentativi di avviare procedure di raffreddamento e di definire percorsi condivisi volti al benessere dei lavoratori, inclusa l’introduzione di misure di welfare aziendale per l’anno in corso e il triennio successivo. Nonostante l’apertura sindacale e la garanzia dell’esecuzione del concerto di apertura della Settimana di musica sacra, e pur nella consapevolezza che qualsiasi accordo debba essere preventivamente validato dai revisori dei conti” i sindacati sottolineano come “la Fondazione a oggi non abbia formalizzato alcuna ipotesi di accordo scritta, chiudendo ogni canale negoziale”.

Stato di agitazione

Prosegue dunque lo stato di agitazione, “esasperato – scrivono Slc Cgil, Fistel Cisl Uilcom e Fials – dalla mancanza di rispetto delle regole, degli accordi e delle prerogative sindacali da parte dell’attuale gestione retta dal commissario Margherita Rizza”.

Le organizzazioni sindacali denunciano l’assenza di figure apicali essenziali: la Fondazione è priva di un sovrintendente, di un direttore artistico e di un direttore di produzione stabili e competenti, “figure indispensabili per rilanciare la Foss”. Il regime di commissariamento straordinario, ormai divenuto condizione “ordinaria e permanente”, dicono i sindacati “si affida a un consulente del lavoro (esterno), a un coordinatore della direzione artistica (interno) e a un legale (esterno). “Queste figure sono ritenute inadeguate a garantire la necessaria direzione e visione artistica”.

La replica della Foss: trattative aperte

La Foss replica che “contrariamente a quanto sostenuto nel comunicato, le trattative relative alla definizione di percorsi condivisi per il benessere dei lavoratori – con particolare riferimento all’introduzione di misure di welfare aziendale per il 2025 e per il triennio successivo – risultano tuttora formalmente aperte”.

“L’improvviso arresto del confronto – aggiunge la Foss – è da attribuirsi all’inserimento, da parte delle stesse organizzazioni sindacali, di nuove rivendicazioni non previamente oggetto di discussione, circostanza documentata da numerosi scambi epistolari intercorsi tra le parti, che attestano la volontà della Fondazione di proseguire nel percorso di confronto, a fronte di una cessazione unilaterale delle interlocuzioni da parte delle sigle sindacali”.

Il commissariamento non è “volontà del commissario”

In merito alle osservazioni concernenti la cosiddetta “struttura commissariale”, si precisa che “la durata del commissariamento straordinario – aggiunge la Fondazione – non è riconducibile alla volontà del commissario, bensì a determinazioni di competenza degli organi istituzionali preposti. Parimenti, risulta improprio affermare che la governance della Fondazione sia ‘affidata’ a un consulente del lavoro e a un legale esterni: tali figure, infatti, operano in qualità di supporto tecnico-specialistico, senza alcuna pretesa di indirizzo artistico”.

Per quanto attiene alla figura del coordinatore della direzione artistica, si ritiene doveroso stigmatizzare il reiterato tentativo di porre tale ruolo al centro di polemiche pretestuose. Contestazioni, già in passato oggetto di verifica, si sono puntualmente dimostrate prive di qualsiasi fondamento. In relazione, infine, alla lamentata assenza di figure apicali, si ricorda che la tematica è stata oggetto di specifico confronto con le organizzazioni sindacali, le quali sono pienamente edotte delle motivazioni che sottendono l’attuale assetto organizzativo, determinato da circostanze note e non imputabili alla volontà della governance in carica”.

La controreplica dei sindacati

I sindacati denunciano “con fermezza e indignazione il comportamento gravissimo assunto dalla governance della Fondazione orchestra sinfonica siciliana e dal direttore ospite in occasione dello sciopero proclamato il 17 ottobre”.

“Invece di rispettarlo, la direzione ha scelto la via della prevaricazione, della pressione psicologica e della delegittimazione del diritto dei lavoratori, tentando di aggirare lo sciopero, sostituendo strumentisti sulle parti reali, spostando personale di fila in ruoli di prima parte, alterando l’equilibrio artistico interno dell’orchestra, imponendo scelte unilaterali senza il minimo rispetto delle professionalità”.

Un atto di “violenza istituzionale”

“Questo non è solo un atto antisindacale – aggiungono le sigle aziendali e territoriali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom, Fials -, è un atto di violenza istituzionale nei confronti della musica stessa. L’atto compiuto è di una gravità inaudita: si è negato il valore delle parti reali e delle competenze acquisite in anni di carriera”.

Il direttore ospite, con atteggiamenti aggressivi e toni inaccettabili, è arrivato persino a inveire in malo modo contro gli orchestrali, un comportamento autoritario e irrispettoso che ha incrinato in modo profondo il rapporto di fiducia con i professori d’orchestra, al punto che la sua presenza non è più ritenuta gradita dalla compagine orchestrale”.

“Questa governance – concludono i sindacati – sta trasformando la Foss in un luogo dove il merito viene calpestato, la professionalità ignorata e il dialogo sindacale ridicolizzato. Nonostante i tentativi di pressione, l’adesione allo sciopero da parte del personale stabile è stata altissima. Ringraziamo tutti i musicisti e il personale che hanno scelto di difendere i propri diritti e la qualità artistica dell’istituzione. Chiediamo le scuse formali per l’atteggiamento tenuto in occasione dello sciopero, il ripristino del pieno rispetto dei ruoli orchestrali e delle parti reali e l’apertura di un tavolo di confronto vero”.


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