Intervista a Francesco Cascio: la politica e il sindaco

“Palermo, potevo essere io il sindaco. Ma la vera politica non c’è più”

Cascio
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Francesco Cascio e l'intervista che racconta una nuova vita

Cambiamenti. E’ il modo in cui raccontiamo persone che ‘cambiano vita’. La seconda puntata.

“La gentilezza, l’empatia, la disponibilità al dialogo fanno parte del percorso di cura. Quelli che vengono qui hanno un bisogno impegnativo, noi facciamo in modo che si sentano a proprio agio. I medici sono bravissimi, come gli infermieri, gli operatori e il personale sanitario e amministrativo: tutti. La gentilezza è il fondamento. Anche l’odore di pulito dei luoghi serve moltissimo”.

Il dottore Francesco Cascio, direttore sanitario de ‘La Maddalena’ a Palermo e anche amministratore unico di Sicilia Digitale – i lembi della sua nuova vita – chiacchiera nel suo ufficio, in ospedale. Una stanza linda, bianca, accogliente, arricchita da foto alle pareti.

La candidatura a sindaco

C’era una volta il politico e onorevole Francesco Cascio, in lizza per la candidatura a sindaco di Palermo, con una lunghissima esperienza e un nutrito cursus honorum. Ora, davanti a noi, c’è un professionista sanitario, immerso in telefonate, riunioni e indicazioni, coadiuvato dalla collega Antonella Rizzuto, puntualissima addetta stampa. Un cambiamento.

“No, la politica non mi manca – dice -. Manca, semmai, la politica vera. Cioè quella cosa che si prendeva cura degli interessi della collettività. Ai miei tempi, in un elenco di cento esigenze, novanta erano per le comunità, poi c’era il legittimo tornaconto. Oggi, salvo rare eccezioni, chiunque segue il vantaggio personale”.

“Tornare indietro? Non c’è spazio, né ho la voglia di farlo. Ho sessantatré anni – continua il dottore Cascio -, perché dovrei mettermi in discussione in un mondo costruito per chi cerca un giro di giostra? Oggi, la politica è l’ascensore sociale che ti rende ricattabile, se sei senza arte né parte. Chi è gratificato professionalmente non lo prende. Io rispetto la parola, ma sono stato tradito da amici che ho considerato fratelli, che ho aiutato, con cui sono stato estremamente generoso. Come può attirarmi un mondo così falso? Non aggiungo altro”.

“Adesso ho pazienti, non più elettori”

Proprio nessun peccato, nel passato, dottore Cascio? “Certo, gli sbagli li commette chiunque. Però, io ho sempre agito in buonafede. Ora sono ancora più libero e sereno. Non ho elettori da convincere, mi confronto con pazienti anonimi, che non conosco. E’ la mia grande ricchezza. Sì, sono un uomo libero”.

L’ospedale, nel frattempo, è in piena attività. Le porte si aprono e si chiudono velocemente. Spuntano sorrisi ovunque. Il caffè al bar interno è un approdo di cordiali saluti e strette di mano.

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“Ecco la gentilezza che dicevo. Qui è stata costruita una atmosfera familiare. Credimi, offre un vero conforto a chi arriva col suo carico spesso molto pesante”.

Una battuta sul Comune, per quanto cauta, non può mancare. “Sì, potevo essere sindaco. Io penso che il sindaco Lagalla sia un’ottima persona, un uomo intelligente e colto – conclude il dottore Cascio – però credo pure che stenti a entrare in sintonia con la città che, a sua volta, ha difficoltà a riconoscerlo. Lui appare un po’ distante. Io? Resto me stesso e vengo dalla strada. Tutti mi conoscono sempre allo stesso modo: sono Ciccio Cascio e basta”.


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