PALERMO – Una chiesa strapiena per l’addio a Luca Giacoletti. In centinaia hanno affollato la parrocchia di ‘Gesù, Giuseppe e Maria’ di via Ausonia, dove oggi è stato celebrato il funerale del giovane nuotatore palermitano. Il ventenne ha perso la vita sabato pomeriggio tra le onde dell’Addaura, dopo aver cercato di disincagliare dagli scogli l’ancora del gommone su cui si trovava con degli amici. Un pomeriggio tragico, seguito dall’allarme disperato e dalle ricerche in mare: il corpo senza vita di Luca è stato recuperato intorno alle 19.
Una notizia che ha sconvolto tutti coloro che conoscevano il campione di nuoto che, nonostante la giovane età, aveva già partecipato a diverse competizioni e vinto gare importanti per la sua carriera. “Aveva un futuro roseo che lo attendeva – dice Luigi, ex compagno del liceo scientifico -. Lo seguivamo, eravamo felici per i suoi successi”. “Era il nostro campione – dice chi lo aveva conosciuto durante gli allenamenti – bello come il sole, entusiasta della vita e con grinta da vendere. Lo stesso mare che amava con tutto il cuore, lo ha tradito”.
“I corridoi universitari non saranno gli stessi senza di te – ha detto una collega di studi durante la cerimonia – mancherai a tutti, con la tua voglia di vivere e la tua simpatia”. Strazianti le parole della sorella di Luca, che ha scritto di suo pugno una lettera: “Siamo cresciuti insieme, oggi ho provato a mettere insieme delle parole per questa tragedia inspiegabile, ma non ne esistono per dare voce a questa disperazione. L’amore non cambia mai, ho impresso il tuo profumo, i tuoi occhi sinceri e onesti, belli come il mare. dovremmo vivere ogni giorno con la consapevolezza che la vita è adesso, senza aspettare di fare meglio, agendo oggi. Amiamo, gioiamo, il tempo è l’unica cosa che abbiamo. Non perdiamo la voglia di fare, di goderci il presente. Luca, io non spero che tu possa riposare, perché non sei uno che riposa. Spero soltanto sia in un posto migliore”.
In chiesa, stamattina, centinaia di coetanei di Luca, dagli amici agli ex compagni di scuola, fino ai giovani che con lui condividevano la passione per il nuoto. Presente anche il “mister” della squadra con cui giocava a calcetto e i colleghi del padre, agente della polizia marittima. “Era un nuotatore esperto – dice Giulia – non riusciamo ancora darci pace per quello che gli è accaduto. È stato molto sfortunato il nostro Luca. Nel nostro cuore c’è adesso il ricordo del suo sorriso e della sua tenacia, di insegnamento per tutti noi che dobbiamo andare avanti nonostante la sua assenza”.
Il feretro ha lasciato la chiesa tra gli applausi. Lo sguardo luminoso degli amici di Luca, anche loro sportivi e reduci da un’estate di sole e gioia trascorsa insieme al ragazzo, si è spento di fronte a quella bara: “Non riesco nemmeno a reggermi in piedi – ha sussurrato tra le lacrime una ragazza che da tempo conosceva il giovane nuotatore – questa è una realtà difficilissima da accettare”.

