Palermo, furto alla gioielleria Bracco: gli interrogatori

La pizza, la Tv, il pianto: furto alla gioielleria Bracco, gli interrogatori

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Il mistero dell'uomo in macchina

PALERMO – Ha risposto solo uno dei quattro indagati per la rapina alla gioielleria Bracco che continua ad avere dei punti oscuri. Tutti gli altri si sono avvalsi della facoltà di non rispondere nel corso degli interrogatori preventivi davanti al giudice per le indagini preliminari Ivana Vassallo.

Come ha scritto Livesicilia nei giorni scorsi la Procura ha chiesto l’arresto di Stefano Vito Sciacca, 27 anni, Samuele Tocco, 23 anni, Cristian Mendola, 24 anni, Angelo Romano, 49 anni. Secondo l’accusa, sarebbero gli autori del maxi colpo alla gioielleria di via Mariano Stabile. La notte del 25 gennaio scorso una banda razziò un bottino, fra orologi e contanti, di oltre 600 mila euro.

Sciacca, dipendente della gioielleria, tuttora in servizio, ha risposto proclamandosi innocente. Ha depositato una serie di messaggi audio da cui emergerebbe che il giorno del furto ha cenato a casa dei genitori della fidanzata (ha comprato la pizza ndr), hanno visto la trasmissione The Voice in Tv e sono rimasti insieme all’indomani mattina (nei messaggi la fidanzata lo invita a liberare il bagno ndr).

Il dato certo è che nonostante i forti sospetti degli investigatori il titolare della gioielleria si fida di lui tanto che è stato intercettato mentre viene invitato a tornare a lavoro.

Tra gli indagati c’è anche Romano, portiere dello stabile adiacente alla gioielleria. Secondo la ricostruzione della Procura, avrebbe aperto ai rapinatori la porta di una casa vacanze attigua ai locali di Bracco. Romano si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha fatto dichiarazioni spontanee per negare il suo presunto ruolo nel colpo.

Fu lui la mattina seguente a chiamare il titolare perché aveva trovato la porta aperta. La notte era suonato l’allarme, il titolare era andato sul posto ma rientrò a casa perché non c’erano segni di effrazione nella porta di ingresso e nelle vetrine.

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Quando all’indomani intervenne la polizia il titolare, che non risulterebbe coperto da assicurazione, non acconsentì l’ingresso degli esperti della Scientifica. Ormai tutto era stato rimesso a posto. Mancavano all’appello una quarantina di orologi, tra cui molti Rolex, e 40 mila euro in contanti.

Altro dato certo. In via Mariano Stabile sono arrivati in tre in macchina: Tocco (in lacrime davanti al giudice), al volante, Sciacca e Mendola. La difesa contesta il riconoscimento. Se la giustificazione di Sciacca fosse vera, allora resterebbe da chiarire il mistero del terzo uomo. Il Gip deciderà nei prossimi giorni se applicare o meno la misura cautelare.


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