Prosegue l’esame delle telecamere di videosorveglianza nell’indagine sul furto delle opere di Antonello da Messina dal museo regionale Maria Accascina di Messina. Gli investigatori stanno analizzando ore di registrazioni nel tentativo di individuare immagini utili a ricostruire l’arrivo e la fuga della banda. Tra le piste approfondite dalla polizia resta anche quella relativa alla possibile presenza di un basista. Le indagini sono condotte dalla squadra mobile e dai carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio culturale, sotto il coordinamento della Procura di Messina.
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Dopo il colpo è emerso inoltre che sul sito del museo Maria Accascina è disponibile una planimetria dettagliata dell’edificio preso di mira dai ladri. Il documento si trova in una sezione indicizzata del portale e riguarda un progetto risalente a circa due anni fa, finanziato attraverso risorse del Pnrr e finalizzato all’abbattimento delle barriere architettoniche. Non è stato possibile stabilire quando le planimetrie siano state pubblicate online. I documenti risultano comunque liberamente scaricabili e contengono una rappresentazione dettagliata degli spazi del museo. Non sono invece riportate le posizioni degli impianti di videosorveglianza.
Cosa indica la lettera “A”
Un altro particolare riguarda la planimetria iniziale dell’edificio. La lettera “A” identifica la sala nella quale erano custodite ed esposte le opere di Antonello da Messina. Nella stessa pianta compare anche la porta trovata aperta il giorno successivo al furto e che, secondo una delle ipotesi investigative, potrebbe essere stata utilizzata dalla banda.
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