Gam, ecco il nuovo bando | Pd: "Utilizzi personale interno" - Live Sicilia

Gam, ecco il nuovo bando | Pd: “Utilizzi personale interno”

Palazzo delle Aquile pubblica la nuova gara per i servizi della Galleria d'arte moderna Sant'Anna, ma Fabrizio Ferrara (Pd) chiede di utilizzare il personale interno. La direttrice Purpura replica: "Impossibile, mancano le competenze".

PALERMO – La Galleria d’arte moderna Sant’Anna torna sul mercato, o meglio i suoi servizi come la biglietteria, il bookshop e il ristorante. Servizi integrati che dal 2006 Palazzo delle Aquile affida a privati mediante bandi (non senza qualche polemica) e che sono oggetto di una nuova gara il cui termine ultimo per le offerte è fissato al 7 febbraio.

Il bando, nello specifico, riguarda i servizi di biglietteria, informazione, prenotazione e prevendita, progettazione di mostre, bookshop, didattica, servizi educativi, bar, caffetteria e ristorazione per quattro anni (2014-2018) rinnovabili a 800 mila euro come base d’asta. Chi vincerà dovrà inoltre versare nelle casse del Comune almeno il 70 per cento dell’introito dei biglietti e minimo il 5 dai proventi per bar, caffetteria, ristorazione, bookshop e didattica. Le società del settore già preparano le offerte, visto e considerato che la Gam negli ultimi anni ha acquisito una sempre maggiore visibilità a livello nazionale e internazionale, ma c’è chi chiede di bloccare la procedura e internalizzare i servizi. E questa volta tocca al consigliere del Pd Fabrizio Ferrara: “Il personale comunale non può essere mortificato, abbiamo tutte le competenze per poter svolgere i servizi in proprio e non si capisce perché ci si debba rivolgere all’esterno anziché internalizzare. Il rischio è che vi sia uno sperpero di denaro: informerò il Segretario generale della vicenda, chiedendo di verificare se vi siano gli estremi per il danno erariale. E in questo caso, di informarne la magistratura contabile”.

Un copione in qualche modo noto, considerato il servizio di “Striscia la Notizia” andato in onda nel 2011 e realizzato da Stefania Petyx, che puntava il dito contro il bando e i suoi risultati: la trasmissione televisiva di Canale 5 riprendeva, fra l’altro, alcune contestazioni arrivate dalle allora opposizioni di centrosinistra di Sala delle Lapidi, tra cui l’Idv allora orlandiana e Nadia Spallitta, oggi vicepresidente di Sala delle Lapidi in quota Mov139 che sull’argomento aveva presentato tre interrogazioni sulla congruità dei costi e il mancato utilizzo di personale interno. Ma dopo tre anni, e con Orlando sindaco, ecco un nuovo bando che intende affidare nuovamente ai privati alcuni servizi specifici della Gam.

Vero è, però, che cambiano e non di poco alcune condizioni della gara. La prima (triennale) fu bandita nel 2006 e vinta dalla Civita, una seconda (sempre triennale e che comprendeva la biglietteria anche per altri siti museali) si tenne nel 2009 (vinta sempre dalla Civita) ma, nonostante la possibilità di prorogare per un altro biennio, l’amministrazione comunale ha preferito fermarsi a un solo anno per poter indire un nuovo bando. Quello del 2014, come detto, si differenzia per diversi aspetti: la durata non è più triennale ma quadriennale; scende l’importo annuo che da 300mila euro a base d’asta passa a 200mila; riguarda solo la Gam; inoltre il Comune oggi chiede almeno il 70 per cento dell’introito dei biglietti, contro il 50 di qualche anno fa.

“Il museo è aperto ormai da sette anni e non è mai stato chiuso un solo giorno – spiega la direttrice Antonella Purpura – con questo nuovo bando adottiamo una filosofia diversa: il museo deve svolgere una missione sociale, essere una agorà, un luogo di incontro per Palermo in cui creare e trasmettere valori. É una istituzione da far conoscere a tutti i palermitani, ormai ha una dimensione internazionale con sempre più scambi. Il bando questa volta prevede un importo annuo inferiore del 40 per cento. Chiediamo inoltre al gestore di introitare di meno, il 30 per cento dei biglietti contro il 50 anche se Civita ha comunque reinvestito quanto incassato in attività museali. Del resto oggi il museo é ormai consolidato”.

Civita, che è una società nazionale che gestisce un’ottantina di musei in giro per l’Italia, nel 2010 si è aggiudicata l’appalto grazie anche ad alcuni ribassi: ha riconosciuto al Comune il 60 per cento dell’introito della biglietteria e il 15 per cento sugli altri servizi. Ma questo non mise la società al riparo dalle critiche delle opposizioni. Oggi tocca invece al Pd sparare a zero e chiedere di internalizzare i servizi.

“Io diffido la dottoressa Purpura dal proseguire con il bando – tuona Ferrara – alla luce del fatto che oggi l’amministrazione ha le professionalità per esperire i servizi. Inoltre gli lsu sono stati anche stabilizzati, non si tratta più di precari, quindi le risorse umane interne ci sono e si possono utilizzare, oggi invece viene impedito loro anche di fornire semplici spiegazioni ai visitatori”.

I dipendenti comunali (una sessantina) si occupano ad oggi dell’accoglienza all’ingresso e della sorveglianza delle sale ma risultano part time, ovvero prestano servizio per quattro ore al giorno. “Il Comune non ha le risorse per una gestione in proprio – spiega la Purpura – non possiamo ricorrere ai precari: è come mettere un infermiere in sala operatoria. Il personale é part time con turni da quattro ore: servono tre turni per tenere il museo aperto tutto il giorno. E se fanno la domenica hanno anche due giorni di riposo. Loro accolgono i visitatori ma non possono fare di piú, solo io ho competenze scientifiche e non basto. Inoltre i precari avrebbero diritto in quel caso a un adeguamento contrattuale”.

“Mi stupisco che il sindaco, dal cui gruppo consiliare partirono le denunce, allora si indignava e ora è complice – continua Ferrara – dimostri allora che le sue battaglie non erano solo propaganda e si impegni a bloccare lo spreco di denaro e proceda con i fatti sulla linea delle internalizzazione e del risanamento di cui sempre parla. La Purpura parla di precari? Non sa nemmeno cosa dice”.

Il bando fa riferimento agli standard museali del ministero per i Beni culturali e alla Carta dei musei redatta dall’International Council of Museums. Ma la Gam, polemiche a parte, resta un obiettivo ambito dagli operatori del settore: certo, il guadagno non è elevatissimo, ma bisogna considerare che il museo nel 2013 ha staccato quasi 20mila biglietti ed è rimasto aperto 314 giorni, compresi Natale, Pasqua, Pasquetta e feste varie, lunedì esclusi. La Galleria occupa 4.700 metri quadrati di cui circa 2.000 destinati all’esposizione al pubblico della propria collezione fatta di circa 1.500 dipinti e sculture, oltre 5.000 volumi della biblioteca specialistica e circa 5.000 documenti dell’archivio storico. Incassa in media 33mila euro l’anno dalla biglietteria, 20mila dalle royalties di bookshop e caffetteria e 4.200 dalla concessione degli spazi. Secondo i dati del Comune, però, mancano all’appello in organico conservatori, curatori, registrar (responsabili dei prestiti), educatori museali, progettisti, responsabili per la comunicazione e i servizi educativi.

“Nella formula pregressa avevo contestato una differenza tra il costo dell’appalto e le entrate derivate che ammontavano a 70mila euro, a fronte di un costo di 300mila – spiega la Spallitta – e c’erano anche le spese vive a carico dell’amministrazione comunale. In parte la situazione migliora perché il costo diminuisce e immagino che il Comune non abbia una capacità gestionale di servizi che altrimenti non esternalizzerebbe. Suppongo che sia stata fatta anche un’analisi sulle entrate e sulle uscite, forse anche in seguito alle mie interrogazioni che provocarono inoltre indagini della Corte dei Conti. Dubito che l’amministrazione reiteri gli errori del passato, auspico in offerte migliorative: il 5 per cento per i servizi è troppo poco. Va verificata l’effettiva convenienza dell’affidamento a terzi, mi riservo di tornare sull’argomento qualora l’amministrazione si ritrovi ancora una volta con costi superiori ai benefici. Chiederò all’assessore Francesco Giambrone perché non si usa personale comunale, ho comunque fiducia nell’operato della dottoressa Purpura”.

“La verità non sta solo da una parte – commenta Fausto Torta, presidente della commissione Cultura – all’interno dell’amministrazione comunale esistono delle figure con requisiti adeguati, ma non è neanche sbagliato aprire a personalità di livello che possano portare idee e competenze all’interno della pubblica amministrazione”. “Il capitolato chiede che per il bookshop o la caffetteria si parli inglese e si abbia il diploma – conclude Ferrara – non penso che in tutto il Comune non ci sia nessuno con questi requisiti”.

 


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