Gela, prime grane per Messinese | Il Consiglio boccia l'aumento Tari

Gela, prime grane per Messinese | Il Consiglio boccia l’aumento Tari

Il sindaco di Gela, Domenico Messinese

Al momento del voto in aula solo quattro dei cinque consiglieri M5S e due appartenenti a una lista civica.

PALERMO – Non è passato, ieri sera, nella seduta consiglio comunale di Gela, l’aumento del 40-50% della tassa sui rifiuti (Tari) proposto dall’amministrazione cinquestelle guidata dal sindaco Domenico Messinese. Al momento della votazione, in aula sono rimasti solo 4 dei cinque grillini (uno è in aperto dissenso) e due consiglieri della lista civica “L’altra Gela”. Hanno abbandonato l’aula tutte le opposizioni, e in particolare il Pd il cui gruppo dispone della maggioranza assoluta (16 su 30). Ritengono i conti “inattendibili e fuorvianti”. Messinese aveva inserito nel piano di previsione 2015 la spesa di 10 milioni di euro a fronte dei 7 milioni dello scorso anno. Il suo, a dire del sindaco, era un atto dovuto perché, una volta insediatosi a giugno, ha trovato spese per servizi aggiuntivi (oggetto di contenzioso con la ditta appaltatrice) pari a tre milioni di euro, di cui dovrebbe rendere conto la precedente amministrazione (Pd). Sul servizio rifiuti sta indagando la magistratura. Dopo la mancata approvazione da parte del consiglio, la Tari resta uguale allo scorso anno. Le eventuali differenze di spesa saranno colmate con prelievi dagli altri capitoli di bilancio.

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