Gioielleria Longo sfrattata |Addio alla storica sede

Gioielleria Longo sfrattata |Addio alla storica sede

Il gioielliere Alberto Longo davanti alla sede di via Notarbartolo

La storica gioielleria palermitana lascerà dopo 40 anni la sede di via Notarbartolo per un contenzioso legale con la proprietà dei locali. L'amministratore Alberto Longo: "Avevamo chiesto una riduzione dell'affitto in seguito ai danni economici arrecati alla nostra attività da un ponteggio che ci oscura il negozio da due anni. Ora ci hanno sfrattato".

PALERMO – La gioielleria Longo dice addio alla storica sede di via Notarbartolo. La famiglia di gioiellieri palermitani, infatti, in seguito a un contenzioso con la proprietà dei locali in cui ha sede l’attività da circa 40 anni, dovrà traslocare entro il 31 gennaio. Ma procediamo con ordine. I contrasti sarebbero nati circa due anni fa, a causa di un ponteggio installato a ridosso della gioielleria per la messa in sicurezza dell’edificio e che si trova ancora oggi lì. Un’impalcatura che “ha causato notevoli problemi alla visibilità del negozio – spiega Alberto Longo, amministratore unico dell’azienda che ha scritto una lettera alla redazione di Livesicilia -, oscurando le insegne e nascondendole dietro una struttura in disuso”. Un vero pugno allo stomaco per il titolare dell’attività che in questi mesi ha lamentato “danni economici ingenti”. “Abbiamo perso una fetta di clienti – racconta – oltre che credibilità con i fornitori e, di conseguenza, siamo stati costretti a licenziare otto dipendenti”.

La crisi economica, poi, non ha di certo aiutato. E così, se fino a due anni fa nella sede di via Notarbartolo lavoravano dieci persone, oggi ne sono rimaste solo due. “Ho dovuto ridurre il personale – prosegue il titolare -. Otto padri di famiglia mandati a casa a malincuore, ma non potevo far altro. La città cade a pezzi sotto i colpi della crisi che non risparmia nessuno, neppure chi è nel settore da più generazioni come nel nostro caso”. Per limitare i danni economici la gioielleria Longo aveva chiesto una riduzione del canone di affitto alla proprietà, ma la richiesta è stata respinta. Si è aperto così un contenzioso a colpi di carta bollata, il cui ultimo atto è stata la comunicazione ufficiale dello sfratto. Il titolare della nota gioielleria è sconfortato: “Abitiamo questo locale dalla bellezza di quarant’anni e rappresentiamo a Palermo la quarta generazione di un’attività commerciale di prim’ordine nel panorama dell’oreficeria e argenteria. Adesso bisogna rimboccarsi le maniche e ricominciare da capo. L’attività verrà trasferita in due nuove sedi, in via Emerico Amari e via Parisi. Perderò tutto l’arredamento esistente del negozio – conclude Longo – andando incontro a ulteriori spese che, di certo, non erano previste. Stringeremo ancora di più i denti e speriamo di farcela. Un pezzo di storia così importante va salvato con ogni mezzo”.


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