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Gente spietata e sfacciata..
A mio parere fuggire dai poltronisti si può e si deve. Occorre però scegliere gente preparata, empatica, attenta ai problemi sociali e alle persone. Politici con il cuore e che vogliono lavorare. Il poltronista presuntuoso, arrogante e che si sente immeritatamente un Dio in terra millandano sussesi o meriti a "scrocco" non lo vogliamo più. Solo uomini umani.. Non caporali. VDiritto all'opinione.
Sarebbe opportuno ricordare che: Per aggiustare la Stele dedicata al Giudice Livatino dopo lo sfregio subito sono trascorsi mesi e mesi in attesa dell'anniversario ( ho posto a ricordo una macchina per scrivere con delle poesie e dei fiori poi scomparsi) Poi la SS 640 è chiamata la Strada dei Poeti piuttosto che dedicarla ai Giudici Saetta/Livatino. La casa museo del Giudice Livatino il giorno 21 settembre del 2025 è stata aperta solo su richiesta di una comitiva piuttosto che essere sempre fruibile h 12 tutti i giorni. Sono riuscito ad entrare supplicando la custode e dimostrando che ero venuto da Palermo di proposito. Mi hanno concesso 30 secondi per vedere la scrivania del Giudice. Forse c'è qualcosa che si è perso in merito a queste due Stragi e al Loro Significato profondo. L'oblio è il miglior alleato del pensiero mafioso. ....e tanto altro......
Ipocrisia intollerabile. Fino a che ci sarà la solita corsia preferenziale per i raccomandati e per gli altri tutte le porte chiuse, i nostri ragazzi saranno costretti ad andare dove le loro capacità vengono riconosciute anche senza padrini
Il 70 % dei giovani studiano specializzazioni è master all'estero.. Il 35% laureato senza lavoro. Poi ci sono percentuali psri65% dei diplomati senza lavoro. 87 % artigiani specializzati mancanti. Chiedetevi cosa ha fatto.?


Il problema degli incendi è annoso ed è mancata la volontà di risolverlo. Pochissimi piromani sono stati individuati e mi sembra molto molto strano. Ci sono interessi incrociati e volutamente ignorati. Chi trae vantaggio dagli incendi?
E nessuno fa mai prevenzione visto il caldo?
La tragedia di Ciminna e la perdita del giovane Salvatore Giglia chiedono un profondo rispetto, ma impongono anche una seria riflessione politica e civile.
Il messaggio di cordoglio del presidente Schifani mette in luce un nodo fondamentale: lo spostamento del focus dall’azione amministrativa alla sola risposta giudiziaria e repressiva. Di fronte all’ennesimo dramma, la linea politica si rifugia nell’invocazione di “pene esemplari”, “fermezza” e controlli ad incendio spento. Tuttavia, l’inasprimento sanzionatorio è materia del Parlamento nazionale e l’applicazione delle pene spetta alla Magistratura.
La Regione Siciliana, in virtù delle proprie competenze esclusive e concorrenti stabilite dallo Statuto Speciale, ha responsabilità dirette e precise su:
Protezione civile e gestione dell’emergenza
Corpo Forestale e organizzazione dei lavoratori forestali
Tutela del territorio, foreste e agricoltura
Focalizzare la narrazione unicamente sul momento punitivo rischia di diventare una scorciatoia comunicativa per evitare i temi di fondo:
1. Programmazione e manutenzione: pulizia dei viali tagliafuoco e prevenzione sui fondi abbandonati prima dell’inizio della stagione estiva.
2. Risorse e mezzi: ammodernamento delle tecnologie di avvistamento e potenziamento della flotta di spegnimento.
3. Tutela dei cittadini: evitare che le persone debbano trovarsi sole a difendere case e terre con mezzi di fortuna, rischiando la propria vita.
La vera sicurezza del territorio non si costruisce a tragedia avvenuta evocando la severità dei giudici, ma garantendo una governance preventiva, continua e strutturale.
La società è come una famiglia, la responsabilità morale dei problemi dei figli ricade sempre sui genitori. Chi decide di amministrare la vita delle persone, perchè questo è politica, si assume la resonsabilità anche delle loro vita. Gli incendi in questa nuova relatà di caldo, scarsa manutenzione e controllo del territorio non può che favorire l’attività dei criminali. Ma prendersela con i criminali che innescano il fuoco è un alibi ridicolo e criminale a sua volta. Ogni cosa ha una soluzione, il motore è la volontà e il senso morale delle proprie responsabilità La morte di Salvatore ricade perciò sulla coscienza dei nostri governanti.