CALTANISSETTA – L’8% della popolazione giovanile siciliana sperimenta un disagio psicologico che potrebbe sfociare in disturbi mentali veri e propri, il 50% delle patologie psichiatriche negli adulti, inoltre, inizia prima dei 14 anni ed un terzo delle persone che soffrono di depressione clinica da adulti ha avuto un esordio prima di 21 anni.
A partire da questi dati, “ EsserCi ”, uno dei progetti selezionati da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile interverrà nella zona a sud di Caltanissetta, specificamente nei Comuni di Gela, Niscemi, Mazzarino e Riesi.
In 42 mesi, previsti per la durata del progetto, l’associazione capofila Arci “Le Nuvole” assieme, tra gli altri, ai Comuni di Gela, Niscemi, Mazzarino e Riesi, oltreché una rete di istituti scolastici ed associazioni sociali e ambientali, avvierà interventi che guardino in maniera più attenta al mondo degli adolescenti, pensando soprattutto a interventi non calati dall’alto, ma che prevedano percorsi da fare insieme per sviluppare il protagonismo giovanile.
“Avvieremo la somministrazione di un questionario anonimo per oltre 3mila giovani del comprensorio interessato per provare a capire cosa sentono, come si sentono, come si percepiscono. Da lì partiremo per un lungo viaggio tutti insieme”, spiega Luciana Carfì , del circolo Arci “Le Nuvole” che ribadisce la necessità di “intervenire in maniera sinergica in un territorio fortemente in crisi dal punto di vista economico e sociale, dove negli ultimi anni si riscontra un notevole incremento dei casi di accesso ai servizi di salute mentale da parte di minori ”.
Il territorio nisseno ha subito una forte crisi demografica a causa della chiusura dello stabilimento petrolchimico dell’Eni e dell’assenza di valide alternative occupazionali, senza contare che la pandemia ha peggiorato la situazione mentale di adulti e adolescenti, con ripercussioni maggiori sui più giovani.
“Sono anche in aumento i casi di TSO negli adolescenti per uso di sostanze stupefacenti”, denuncia ancora la Carfì ”. “Un territorio nel quale emerge anche un problema di aumento eccessivo dei disturbi alimentari, contro i quali le famiglie chiedono aiuto. Sono, infatti, aumentate le dipendenze da videogiochi, da alcool e internet, sono anche aumentati i disturbi alimentari, quindi era necessario mettere in campo una serie di professionalità esperte in diversi ambiti. Metteremo a disposizione psicologi, psicoterapeuti, pedagogisti, neuropsichiatri, esperti educatori in maniera da creare un clima in cui i ragazzi possano trovare un ascolto reale – conclude – facendoli soprattutto diventare protagonisti attivi del loro stesso percorso di vita” .

