Gip respinge la richiesta d'archiviazione omicidio Bosio

Gip respinge la richiesta d’archiviazione omicidio Bosio

Il Gip del Tribunale di Palermo, Pasqua Seminara, ha respinto la richiesta di archiviazione presentata dal pubblico ministero Lia Sava e ha ordinato ulteriori indagini sull’omicidio di Sebastiano Bosio, il chirurgo vascolare assassinato da Cosa nostra il 6 novembre 1981, mentre era con la moglie, a passeggio in una strada del centro di Palermo. Il giudice ha chiesto alla Direzione distrettuale antimafia di svolgere entro 90 giorni approfondimenti, sia di tipo documentale che testimoniale: si dovranno cioé raccogliere carte e documenti in originale, mai sequestrati prima, sentire testimoni e anche cercare di recuperare i bossoli dei colpi esplosi dai killer. I reperti sono infatti spariti nei magazzini corpi di reato: se venissero ritrovati si potrebbe effettuare una perizia balistica. Le indagini sul caso Bosio erano state archiviate negli anni
’80 e riaperte tra il ’95 e il ’96, per essere poi di nuovo archiviate. Il pm Sava le aveva riaperte nel 2005, ‘incrociandò fra di loro le dichiarazioni dei pentiti Francesco Di Carlo e Francesco Marino Mannoia, che avevano indicato fra i killer alcuni dei componenti della famiglia mafiosa dei Madonia di Resuttana. La mancanza di riscontri certi aveva però indotto il pm a chiedere l’archiviazione. Secondo la tesi dei collaboranti,
Bosio, chirurgo vascolare dell’ospedale Civico, considerato inavvicinabile dai boss, sarebbe stato ucciso per avere trattato senza il dovuto rispetto alcuni mafiosi e per non avere ottenuto i risultati clinici che altri si aspettavano.

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