“Pochi sanno che Francesco Guccini è venuto a Polizzi”. Lo scrive, nell’incipit di una storia fantastica e vera, pubblicata sui social, Gandolfo Librizzi, sindaco di Polizzi Generosa – gemma di provincia – già presidente del Conservatorio di Palermo.
Librizzi cita ‘le simmetrie dell’arte’ di Giuseppe Antonio Borgese. E racconta la semplicità dell’incredibile, costituita da casi fortuiti accanto a una tenace volontà che sembrano associati da un autore invisibile. Personaggi: Francesco (Guccini), purtroppo scomparso, Raffaella (Zuccari, moglie del maestro) e lo stesso Gandofo (Librizzi)
“Era il Primo maggio del 2000. In quei giorni Guccini avrebbe tenuto un concerto al Palasport di Palermo, mentre a Polizzi erano in pieno svolgimento i preparativi per la festa del Santissimo Crocifisso”, scrive Librizzi. Un’auto, all’ingresso del paese, viene fermata per un normale controllo dai carabinieri. Sul sedile del passeggero c’è proprio Francesco Guccini. Alla domanda del militare: “Cosa cercate?”, la risposta è sorprendente: “Dov’è la casa di Giuseppe Antonio Borgese?”.
La serata, dopo i sussurri in paese, finisce al bar. Guccini e Signora si prestano con commensali d’occasione. Anche Librizzi capita da quelle parti. Non si incontrano. Ma Gandolfo non si perde d’animo e scrive all’indirizzo cantautorale più famoso d’Italia. Sì, via Paolo Fabbri 43. Librizzi, sbadato, per la verità, indica Modena come destinazione e non Bologna. La missiva (miracolosamente) arriva. Si parla di Borgese, dell’erigenda fondazione, del mondo di un grandissimo autore siciliano. Anche nella risposta che, immancabilmente, replica con cortesia. Nonostante tutto.
Per fortuna qualcuno non cestinò quella lettera, ma ebbe la premura di reindirizzarla correttamente. Raffaella Zuccari – traspare dal post a cui si rimanda per la storia completa – è una erudita di Borgese. L’ha studiato. Sa tutto. Si accende la scintilla della passione letteraria. Vuoi che non accadano prodigi se si mettono insieme la Sicilia e l’Emilia?
“Fu proprio grazie a Raffaella – scrive Librizzi -, molti anni dopo, da presidente del Conservatorio di Palermo, che si presentò l’occasione di invitare Francesco Guccini nel maggio del 2019, per quello che rimane uno degli incontri più belli e partecipati con gli studenti e con la città in un concerto inedito che gli allievi tennere per lui reinterprentando le sue canzoni. Ripensandoci oggi, viene naturale tornare alle parole di Borgese. La vita, davvero, è fatta di coincidenze che sembrano avere una loro misteriosa armonia”.
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Così, un poeta tornò nella terra di un poeta. La foto ricordo, sempre sui social, è la testimonianza iconografica di quel miracolo. Cose siciliane, emiliane, che starebbero a meraviglia in una canzone di Francesco Guccini. Gli manderemo un’altra lettera. Anche in Paradiso le poste funzionano.
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