Il ciclone Harry e la Sicilia piegata: "Ho perso tutto, ma siamo vivi"

“Ho perso tutto, ma siamo vivi”: dolore e speranza nella Sicilia piegata

"Avevamo realizzato un sogno, in una notte è stato spazzato via"

PALERMO – “In una notte abbiamo perso tutto il lavoro fatto con enormi sacrifici. Quel negozio era la nostra unica fonte di guadagno, ma la furia del mare l’ha spazzato via. Non siamo riusciti a salvare nulla”. Alessio Camarda, commerciante di Letojanni, non nasconde la stanchezza. A poche ore dalla devastazione che ha colpito soprattutto la Sicilia orientale, è appena tornato a casa dopo aver spalato fango, sabbia e detriti.

“Avevamo realizzato un sogno”

“E’ tutto distrutto, una catastrofe. La nostra attività e tutte quelle vicine sono state cancellate dal ciclone in pochi istanti, non so come faremo adesso”. Lui e la moglie sono i titolari di un negozio di prodotti tipici siciliani sul lungomare della cittadina del Messinese.

“Abbiamo aperto sette anni fa, avverando il sogno di una vita. Io sono un ex bagnino, mia moglie lavorava come commessa – racconta a LiveSicilia -. Avevamo desiderato a lungo di aprire un’attività e finalmente ci eravamo riusciti. Il nostro mini market era punto di riferimento per la gente del posto, ma anche per i tanti turisti che in estate arrivano a Letojanni. Non resta niente: la merce è da buttare, i frigoriferi sono stati gravemente danneggiati, li avevamo acquistati da poco tempo. Gli scaffali e gli arredi non so ancora in che condizioni sono. Credo ci siano danni per 70-80 mila euro, ma dobbiamo ancora quantificarli”.

I danni del ciclone Harry nel negozio di Letojanni

La Sicilia distrutta dal ciclone Harry tra disperazione e speranza

Le parole di chi ha ancora il terrore negli occhi e nella mente, arrivano da una Sicilia piegata, ma che riconosce che poteva andare molto peggio. “Era la notte del 20 gennaio – prosegue Camarda -. Poco prima dell’una mi ero recato nel retrobottega del negozio per cercare di salvare il salvabile. Pochi istanti dopo, la furia dell’acqua ha sfondato le saracinesche e la porta blindata all’ingresso, sradicandola letteralmente. Adesso è sulla merce, vicino alla catasta di frigo e mobili creata dalla violenza della mareggiata. E’ stata una questione di attimi: io e i miei amici potevamo essere travolti e adesso non sarei qui a raccontare cosa è accaduto”

I danni del ciclone Harry nel negozio di Letojanni

“Vivi per miracolo”

“Impotenti di fronte alla distruzione, siamo tornati a casa. Ho creduto di avere perso tutto, ma in realtà non è così. Me ne sono reso conto quando ho riabbracciato i miei figli e mia moglie. E poi i miei genitori, i miei suoceri, tutti i parenti. Sembrava la fine del mondo, ma non ci sono state vittime. Rispetto a ciò che è successo, un fenomeno di dimensioni assurde che qui non si era mai verificato, è davvero un miracolo. Un negozio si può recuperare, una vita persa no”.

I danni del ciclone Harry nel negozio di Letojanni

“Ci rialzeremo, ma abbiamo bisogno di aiuto”

E poi la speranza di non essere abbandonati: “Vogliamo rialzarci, qui la solidarietà è sin da subito stata protagonista. E’ una paese di tremila anime in cui ci si auta a vicenda, ma abbiamo bisogno dello Stato, di interventi concreti per ricominciare”. Una richiesta che arriva a gran voce da tutte le zone flagellate dal maltempo.

Ciclone Harry, Messina è la provincia più colpita

Messina, secondo le prime stime del dipartimento della Protezione civile siciliano, è la provincia che ha subito più danni: il bilancio è è di 110 milioni di euro. Segue Catania con danni per 85 milioni e Siracusa con 47 milioni. In totale, ma il conto è provvisorio, i danni ammonterebbero a 741 milioni, cifra a cui si aggiungerebbero quelli per mancati redditi per le attività produttive distrutte, arrivando a circa un miliardo.

Evento senza precedenti

Un evento senza precedenti, durante il quale si sono registrate mareggiate con onde alte come un palazzo di quattro piani. Basti pensare che a Santa Teresa di Riva, sempre nel Messinese, un altro lungomare è stato devastato: la strada ha completamente ceduto, le tubature sono crollate. E’ uno scenario di macerie e fango, con le strade litoranee distrutte anche nel Catanese, porticcioli devastati pure nel Palermitano e nel Trapanese, stabilimenti balneari spazzati via nell’Agrigentino e nel Ragusano, spiagge cancellate. E ancora, centinaia di negozi e strutture ricettive danneggiati da un capo all’altro dell’Isola.

L’annuncio di Musumeci

“Riuniremo il Consiglio dei Ministri la prossima settimana – ha annunciato il ministro della Protezione civile Nello Musumeci e, dopo una sommaria istruzione del Dipartimento proporremo la richiesta della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale insieme alla delibera di una prima risorsa che consentirà agli enti locali di procedere con i primi interventi come il ripristino della viabilità e la rimozione degli ostacoli”.

Ciclone Harry, i danni alle isole

Un’emergenza che include anche i danni alle isole, dalle Eolie fino a Linosa e Lampedusa. “Effetti di una devastazione senza precedenti con danni stimati in 17 milioni di euro. Nell’arcipelago delle Pelagie si stanno vivendo ore drammatiche”, ha detto il sindaco Filippo Mannino. “Rivolgo un appello accorato alle istituzioni regionali e nazionali affinché le nostre comunità non vengano lasciate sole. Il ciclone Harry si è abbattuto con una violenza estrema, trasformando il mare in un vero e proprio muro d’acqua, paragonabile a uno tsunami. Non è stata una semplice mareggiata – ha aggiunto – ma un evento calamitoso di portata eccezionale, che ha messo in ginocchio territori fragili e isolati, già segnati da enormi difficoltà strutturali e logistiche”.

Le stime provvisorie

Il governatore Renato Schifani ha riunito in seduta straordinaria la Giunta che ha deliberato un primo stanziamento di 70 milioni di euro di fondi regionali, rassicurando gli imprenditori che hanno perso tutto: “Non vi lasceremo soli”. Ieri, 23 gennaio, il presidente della Regione si è recato sui luoghi colpiti dal ciclone, poi in prefettura a Messina. “La presidente Meloni ci ha comunicato che già lunedì il Consiglio dei Ministri si riunirà per dichiarare lo stato di emergenza e stanziare le prime risorse per far fronte agli interventi urgenti e garantire i primi ristori”, ha annunciato.

“Eventi come il ciclone Harry possono ripetersi”

Ma fenomeni estremi come il ciclone Harry, secondo gli esperti potrebbero ripetersi. “Alla sua origine – ha spiegato Lorenzo Giovannini, fisico dell’atmosfera dell’Università di Trento, c’è il Mar Mediterraneo dalle acque sempre più calde, raggiunto da una massa di aria particolarmente fredda. Eventi così intensi stanno diventando più frequenti – ha sottolineato – perché c’è in gioco una maggiore energia a causa delle temperature di aria e mare. Non si può quindi escludere che si ripetano ma è possibile prevederli con un anticipo di 2-3 giorni, come è avvenuto nel caso del ciclone Harry, e l’allerta ha funzionato. I danni sono stati enormi, ma per fortuna non si sono verificate tragedie”.


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