PALERMO – Si fanno sempre più pressanti le voci secondo le quali, sembrerebbe esserci la concreta possibilità di acquisizione da parte di un gruppo straniero degli Hotel Acqua Marcia in Sicilia. “Oggi più che mai serve chiarezza. Ci chiediamo se l’azione di snellimento di personale e di perdita salariale proposto dal Gruppo abbia avuto sia frutto di un piano industriale, volto al rilancio degli alberghi, oppure sia propedeutico per facilitare eventuali trattative che, se così fosse, avrebbero gravissime ripercussioni solo sui lavoratori”
A dichiararlo è Mimma Calabrò, segretario generale della Fisascat Cisl. A fare suonare il campanello di allarme del sindacato è la lettera che la società Acqua Marcia Turismo ha spedito ai lavoratori nelle scorse settimane in cui si fa riferimento all’accordo per esternalizzare alcuni servizi. O meglio, alla cessione dei rapporti di lavoro dei dipendenti, il che significa che non si tratta di cessione di ramo d’azienda, ma cessione di contratto per cui le garanzie dei lavoratori verrebbero praticamente azzerate, non avendo più alcun rapporto diretto con il gruppo”.
Nella lettera si invitano i lavoratori, come prevede l’accordo non firmato dalla Fisascat, a valutare la possibilità di proseguire il rapporto con altro datore di lavoro. Qualora dovesse arrivare un rifiuto, la società “si troverebbe nella condizione di dovere valutare la posizione del lavoratore come costituente esubero”. Ecco perché la Fisascat, attraverso il segretario Mimma Calabrò, rivendica con forza la scelta di non firmare il 10 febbraio scorso la procedura di licenziamento collettivo di 30 dipendenti, la trasformazione del rapporto di lavoro da full-time a part-time degli addetti alla ristorazione e la cessione del contratto dei dipendenti dei servizi ai piani.
“Avevamo fatto delle proposte – spiega la Calabrò – che l’Azienda non ha voluto prendere in considerazione. Eravamo e siamo convinti che si possono superare le criticità, salvaguardando non solo i livelli occupazionali, ma anche gli aspetti retributivi e contributivi di ogni lavoratore. Oggi più che mai serve chiarezza su tutto e tutti”. La vertenza riguarda le strutture alberghiere della società Acqua Marcia Turismo in Sicilia: Excelsior a Catania, et des Etrangers a Siracusa, Hotel delle Palme, Excelsior e Villa Igiea a Palermo.

