CATANIA. E’ il 22enne giarrese Marco Miraglia l’unico ad essere tornato in libertà dopo le pronunce del Tribunale del Riesame di Catania sulle istanze di scarcerazione presentate dai difensori dei 12 indagati dell’inchiesta denominata Kallipolis. Il giovane, raggiunto da ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, ha trascorso il Natale libero. Misura meno afflittiva, invece, per il 69enne di Fiumefreddo di Sicilia Vito Fazio, a cui i giudici hanno concesso gli arresti domiciliari. Per gli altri 9 indagati confermati i provvedimenti del gip. Si attende ancora la fissazione dell’udienza davanti al Riesame per Alfio Patanè, già detenuto per altra causa nel penitenziario di Frosinone. Resta quindi sostanzialmente confermato il pesante quadro indiziario a carico della maggior parte degli indagati, ritenuti a vario titolo dall’accusa affiliati al clan Brunetto, operante principalmente tra i comuni di Giarre, Fiumefreddo di Sicilia e della fascia pedemontana. Tra le attività promosse dal clan per esercitare un controllo capillare del territorio la gestione della sicurezza nei locali notturni della costa ionica.
I BUTTAFUORI DEL CLAN. Ristoranti, agriturismi, discoteche e lidi, tra Giarre, Riposto, Fiumefreddo di Sicilia e Giardini Naxos, si sarebbero avvalsi di presunti affiliati al clan Brunetto per il servizio di sicurezza. L’ipotesi degli inquirenti, non oggetto di ulteriori sviluppi investigativi, è che “l’imposizione di personale ai locali fosse condotta sintomatica dell’assoggettamento dei gestori ad attività estorsive sotto forma di protezione assicurata dal gruppo”, così si legge nell’ordinanza del gip Francesca Cercone. Nonostante non siano stati registrati, nel corso dell’attività investigativa, contatti diretti tra gli indagati ed i proprietari ed i gestori dei locali, dalle intercettazioni captate emergerebbe chiaramente come Pietro Carmelo Olivieri, ritenuto il reggente del clan, ne gestisse di fatto il servizio di buttafuori. E’ il 10 febbraio del 2014 quando Pietro Carmelo Olivieri viene intercettato mentre propone ad un soggetto di lavorare per suo conto nei locali.
Olivieri: Ora…poi…te lo faccio fare a te
Armando: …inc…
Olivieri: Notte!
Armando: Notte?
Olivieri: La vuoi fare tu?
Armando: Quando?
Olivieri: Okay! Lavorerai quasi tutti i giorni. Tutte le sere…con “Ciccio” (Pace Francesco N.d.R.) tutti (gli altri N.d.R.) …eh…festa (nelle serate di festa guadagnerai N.d.R.) 80 euro!
Armando: Ah…sera!…è con la sicurezza! No?
Olivieri: Si…dieci e mezzo (22:30 N.d.R.) alle 5:00…(del mattino N.d.R.)
Armando: …dalle 8:00 del mattino alle 6:00 del pomeriggio ho molto lavoro…ho bisogno di due lavori: uno di mattina ed uno sicurezza!
Olivieri: Tu lavori…sicurezza…però in estate! Capito?…in inverno no! In estate! …a Fiumereddo! Lavorerete tutti insieme!…in molte discoteche…a Fondachello…inc…
In un’altra conversazione, nel luglio dello stesso anno, emerge invece tutto il disappunto di Olivieri alla notizia che uno dei suoi “uomini” avesse preso accordi direttamente con il gestore di un noto locale di Giardini Naxos per svolgere il servizio di buttafuori nella serata inaugurale. Tutto ciò senza aver avuto il proprio assenso.
Olivieri: “…lui, Alfio…non ci va….perché s’è fatto la cosa là (intende che l’interessato ha già fatto un turno come “buttafuori” N.d.R.)…ragazzi!…a giro…inc…dovete lavorare tutti! Alfio non può fare in questa maniera!
Calandrino: …inc…
Olivieri: …Alfio…che dice Alfio…inc…quando glielo dico io…quale ragazza ti porti…ma che è a casa sua?…ora mi dice che non è vero!…mettigli il viva voce…ora mi dice che non è vero!
Calandrino: certo!

