TRAPANI – Stanare Messina Denaro. Sono in corso una serie di perquisizioni a Castelvetrano, Mazara del Vallo, Partanna, Santa Ninfa, Salaparuta e Campobello di Mazara. Nel mirino la rete di fiancheggiatori del latitante. Sono 17 gli indagati dell’operazione condotta dalla Polizia e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Si tratta di soggetti che, nel corso degli anni, sono stati arrestati per associazione mafiosa e che hanno avuto collegamenti e frequentazioni con appartenenti a “Cosa nostra”.
Fra loro vi sono anche alcuni soggetti che, storicamente, sono stati in stretti rapporti con il padrino. Ora sono di nuovo sotto inchiesta perché potrebbero avere agevolato la fuga di Messina Denaro.
Centocinquanta uomini del Servizio centrale operativo, delle Squadre mobili di Palermo e di Trapani e del Reparto pevenzione crimine di Palermo hanno perquisito edifici, abitazioni, attività commerciali e imprenditoriali. Gli investigatori stanno utilizzando anche attrezzature speciali per verificare l’esistenza di cavità o nascondigli all’interno degli edifici.
L’attività investigativa di oggi dà un altro duro colpo alle famiglie mafiose del trapanese, dopo i 21 arresti di boss e gregari di Cosa nostra finiti in cella ad aprile nel corso dell’operazione “Anno Zero” contro i clan di Castelvetrano, Partanna e Mazara del Vallo. Lo scorso mese di dicembre altri trenta mafiosi erano stati iscritti nel registro degli indagati dal pool di magistrati coordinati dal procuratore Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Paolo Guido.

