MASCALUCIA – “Dev’essere stata la femmina ad assalire il bambino: il muso era tutto insanguinato. Sembra che l’abbia trascinato per tutto il cortile”. E un racconto da brivido quello di un vicino dei genitori del piccolo Giorgio, sbranato e ucciso da un dogo argentino. Ha sentito abbaiare il cane e alle orecchie sono giunte anche le grida della mamma del piccolo. E’ corso immediatamente alla villetta. Ma quando è arrivato era già troppo tardi.
Sono trascorse meno di 48 ore dalla tragedia che ha colpito Mascalucia: la morte del piccolo Giorgio, un anno e mezzo d’età, azzannato da uno dei cani di casa, ha scosso i residenti di via Del Bosco. Angoscia e tanta rabbia pervadono il vicinato. Più d’uno preferisce tacere, anche se tutti sono toccati dalla vicenda. La strada che conduce a Nicolosi è abbastanza trafficata, ma sono veramente pochi coloro che si affacciano nei cortili.
“Attenti al cane”: sembra quasi una beffa il cartello appeso al cancello della villetta in Via del Bosco, accanto ai sigilli dell’autorità giudiziaria. Sui fili, la biancheria continua a sventolare mentre, abbandonati sulla soglia, guanti, una cannula e una mascherina da respirazione artificiale accennano all’operazione di soccorso rivelatasi vana, malgrado l’intervento tempestivo.
“In questi giorni i cani sembravano particolarmente inquieti, si sentivano abbaiare per ore, in ultimo avevamo pensato di chiamare la polizia. Magari un provvedimento avrebbe evitato questa tragedia ad una coppia giovane come loro”, racconta con amarezza un’anziana. Un altro vicino, appassionato addestratore di cani, conferma che si tratta di una razza volutamente selezionata per le sue doti d’intelligenza unite alla spiccata aggressività. Spiega che le femmine, in particolare, possono diventare estremamente feroci quando separate dai piccoli. Complicato e pericoloso è l’unico modo di allentare la presa dell’animale: occorre, infatti, l’azione di due persone in grado di bloccarlo e far leva sul palato.
“Lungo questa strada avvengono continui incidenti, anche mortali, e ieri credevamo fosse uno di quelli. Accorsi, abbiamo trovato una situazione veramente non riferibile”, confessa l’uomo, padre di un bambino coetaneo della vittima. Cani come armi improprie o strumenti ingestibili? Le opinioni sono diverse: c’è chi li vorrebbe abbattuti e chi invece ne auspica la “rieducazione”. Al momento prevale un silenzio rispettoso per il dramma, per una vita spezzata.

