PALERMO – L’amministrazione giudiziaria di Italgas, società, para-pubblica partecipata al 100% da Snam, per la prima volta in Italia, è stata chiesta dalla magistratura che vuole vedere chiaro sui rapporti tra la stessa Italgas e i fratelli Cavallotti. E’ quanto ha spiegato il procuratore aggiunto della Repubblica presso il tribunale di Palermo, Bernardo Petralia, alla Commissione Antimafia, dove è stato ricevuto in audizione insieme al sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Palermo Dario Scaletta e al sostituto procuratore nazionale antimafia, Maurizio De Lucia. “La richiesta di amministrazione giudiziaria per Italgas fa leva su un rapporto di colleganza mafiosa”, ha detto Petralia; a insospettire i magistrati sono stati “i rapporti tra Italgas e i fratelli Cavallotti “sulla cui aureola di mafiosità – ha sottolineato il magistrato – le notizie sono diffuse. Il referente Cavallotti opera come elemento di giustificazione per sottoporre ad amministrazione giudiziaria una impresa che mafiosa non è ma rischia di collegarsi, agevolandola, ad una attività di tipo indiziariamente mafiosa”. Petralia ha spiegato che il controllo giudiziario sarà limitato nel tempo, all’esito del quale è possibile una progressione di interventi che può arrivare fino al sequestro e alla confisca. Petralia ha aggiunto che “alla Procura e al Tribunale è stata presentata dai difensori di Italgas una istanza per chiedere un dimensionamento della gestione commissariale di Italgas, che è entrata nel terzo mese e sarà guidata dagli amministratori giudiziari per in totale sei mesi, termine che può essere prorogato di altri sei”. Queste motivazioni, all’esame dei magistrati, sono state supportate da una relazione di una importante società di revisione “che in oltre 200 pagine esamina i contratti con una impostazione difensiva”.
Audizione del procuratore aggiunto di Palermo, Bernardo Petralia.
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