Il centrodestra verso le Regionali | Musumeci accelera, Micciché frena

Il centrodestra verso le Regionali | Musumeci accelera, Micciché frena

Il deputato: “Bisogna far presto. Io candidato? Me lo chiedono in tanti”. Il leader di Forza Italia: “No ai nomi. Rifondiamo la coalizione”

Dopo le amministrative
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PALERMO – “Il Movimento cinque stelle è la novità? Non sempre ciò che è nuovo è buono, e la storia l’ha già dimostrato. Noi siamo pronti a sfidare i grillini, ma serve un progetto comune, chiaro, di gente onesta e che vada oltre il centrodestra classico”. Nello Musumeci si sta ancora godendo la vittoria di Caltagirone: l’elezione di Gino Ioppolo, tra i politici più vicini all’ex sottosegretario, è un successo anche suo. “E può essere un buon punto di partenza. Ma adesso bisogna far presto”.

Non c’è fretta, invece, per Gianfranco Micciché: “Nello candidato alle Regionali? È un nome assai credibile, – dice – ma è inutile oggi lanciare candidature. Prima bisogna costruire la coalizione, la nostra alleanza. Altrimenti saremo condannati a correre per il terzo posto”.

Il centrodestra, tramite i suoi rappresentati sparsi per l’Isola, afferma di voler tornare unito. Ma la strada che porta a questa unità non è dritta, e nemmeno in discesa. Ma intanto, incombe sull’Isola l’onda grillina, che rischia di piombare su uno scenario politico assai frammentato. “Proprio per questo – afferma Musumeci – bisogna far presto. Le scorse regionali dovrebbero aver insegnato qualcosa: non possiamo ridurci all’ultimo momento. Dovrebbero essere chiari, quantomeno, le caratteristiche che deve avere un candidato e i pochi punti del programma da presentare ai siciliani”.

Una urgenza che non è avvertita, come detto, dal commissario di Forza Italia nell’Isola: “Non si può – spiega Micciché – lavorare alla costruzione di una coalizione, ma allo stesso tempo dire alle forze politiche che ne dovranno far parte: il nostro candidato è questo. È giusto, semmai, che ogni partito presenti il proprio nome. Poi decideremo. Fermo restando che l’ipotesi Musumeci è molto credibile. Come altre, però”. Candidati di Forza Italia, in particolare. E i nomi che circolano tra gli azzurri sono essenzialmente due: quelli di Stefania Prestigiacomo e Salvo Pogliese.

Ma un punto di partenza, in vista della difficile ricostruzione del centrodestra c’è. Ed è il risultato di Caltagirone, dove Gino Ioppolo – candidato vicinissimo a Musumeci – ha vinto anche grazie al sostegno di Forza Italia, che solo in quel Comune ha deciso di presentare il proprio simbolo. “Quello – conferma Musumeci – è l’esperimento verso cui guardare. Il nostro obiettivo deve essere quello di andare oltre il centrodestra, coinvolgendo tutti i soggetti che vogliano far parte di un progetto alternativo al renzismo e al crocettismo. L’unico criterio selettivo deve essere il codice penale e ovviamente l’adesione a una idea unitaria, condivisa. È il momento – prosegue Musumeci – di mettere da parte egoismi e ambizioni personali. Micciché alle scorse regionali ha corso da solo causando la mia sconfitta? Non è detto che nel frattempo non si sia ravveduto”.

E i due si sarebbero già incontrati, a dire il vero. E su una cosa sarebbero d’accordo: riunire attorno a un tavolo le forze interessate alla prossima corsa a Palazzo d’Orleans. Ma come detto, non c’è ancora intesa né sui tempi, né sul numero di sedie da piazzare attorno a quel tavolo. Di certo, una di queste è stata offerta ad Angelino Alfano e all’Udc, soprattutto quello di Cesa, l’ala che ha apertamente espresso la propria preferenza verso il centrodestra. “Sì – conferma Musumeci – Micciché mi ha confermato questa intenzione. Già nel 2014, però, noi di ‘Divneteràbellissima’ proponemmo una cabina di regia del centrodestra. Comunque, meglio tardi che mai”. E come detto, ecco l’apertura ai moderati: “Alfano e l’Udc? Io mi auguro – dice Musumeci – che possano essere dei nostri. Del resto, sono convinto che molti voti moderati siano andati ai cinquestelle, proprio perché quell’area culturale non si sente più rappresentata da una proposta rassicurante. Noi dobbiamo offrire proprio questo ai siciliani: una proposta di governo fatta da un centrodestra non lepenista. Una destra di governo e propositiva. Mi auguro quindi – prosegue – che Ncd e Udc si siano accorti degli errori commessi e che la strada verso il Pd è senza sbocchi. Il renzismo è stato un fuoco di paglia, ha stancato prima del previsto, così come il crocettismo che a dire il vero ha stancato prima ancora di iniziare”.

E la stessa apertura ai moderati “in cerca di casa” arriva da Micciché: “Spero di incontrare presto Alfano – dice il commissario di Forza Italia – mentre prendo atto che una parte dell’Udc ha già deciso di tornare nel centrodestra. E spero proprio che tutte le forze che furono del centrodestra siciliano possano ritrovarsi insieme. Del resto, queste elezioni amministrative hanno dimostrato che le liste che fanno riferimento a quell’area rappresentano circa il 60 per cento del voto. Ma per giungere a questa ricostruzione, serve tempo e un po’ di pazienza”.

Anche perché il Movimento cinque stelle punta dritto a Palazzo d’Orleans, forte dei risultati ottenuti nelle grandi città d’Italia e anche nei Comuni dell’Isola. “Come batterli? Dobbiamo presentare ai siciliani – spiega Musumeci – un progetto serio e credibile. Qualcuno dice che noi non siamo una novità. Ma la novità non è necessariamente una cosa positiva. I grillini dovranno passare dall’utopia alla realtà. E del resto, di novità che hanno portato a clamorosi fallimenti ultimamente ne abbiamo viste diverse recentemente: da Marino a Roma ad Accorinti a Messina, per non parlare di Crocetta…”. “Il Movimento cinque stelle – avverte Micciché – sta diventando qualcosa di più serio che in passato. Non è solo protesta, ormai, ma c’è una proposta di governo. Proprio per questo non possiamo permetterci oggi fughe in avanti”.

Ma qualcuno ha già lanciato Musumeci verso Palazzo d’Orleans: “Io non mi sono mai autoproposto – precisa – ma non posso negare che tante persone me lo stanno chiedendo. Ovviamente, io sono pronto, ma ogni scelta dovrà passare attraverso un progetto in cui tutti si sentano co-protagonisti, in cui esistano regole essenziali fondate sulla trasparenza e sull’onestà e soprattutto bisogna rinunciare a formule stantìe: i partiti tradizionali non giungono più nelle periferie. Ma ribadisco, bisogna far presto”. “Io invece non mi candiderò”, assicura Gianfranco Micciché. E questa oggi pare l’unica vera certezza, nel cantiere del centrodestra siciliano.

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