Cara di Mineo e "mafia Capitale" |Sospeso il consulente arrestato

Cara di Mineo e “mafia Capitale” |Sospeso il consulente arrestato

Luca Odevaine è fra gli arrestati di ieri. Il presidente del cda: "Aveva un curriculum di tutto rispetto, non potevamo sospettare". Palazzotto (Sel): "Il centro sia chiuso".

Operazione Mondo di mezzo
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CATANIA – Lo chiamano il “sistema Odevaine”. Porta il nome di Luca Odevaine, il super-esperto – finito in carcere ieri – del consorzio “Calatino Terra d’Accoglienza”, che gestisce il Cara di Mineo. È in provincia di Catania che nasce il sistema di sfruttamento del business immigrazione che la Procura di Roma ritiene di avere individuato fra gli affari della “mafia capitale”, l’organizzazione attiva nel Lazio e guidata secondo i pm da Massimo Carminati, il “Nero” di “Romanzo criminale”. Adesso Odevaine è stato sospeso, come annuncia a LiveSicilia la presidente del cda, il sindaco di Mineo Anna Aloisi.

Nell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato a 37 arresti nella Capitale c’è molta Sicilia: secondo l’accusa, infatti, Odevaine – che oltre all’incarico a Mineo poteva contare su un posto al “Tavolo di coordinamento nazionale sull’accoglienza per i richiedenti e titolari di protezione internazionale”, l’organismo che si occupa del diritto d’asilo – si sarebbe vantato di potere “orientare i flussi dei migranti transitanti per Mineo verso centri di accoglienza vettori di suoi privati interessi”, come scrivono i pm guidati dal procuratore di Roma Giuseppe Pignatone.

Odevaine è stato consulente del consorzio dal 2011 – chiamato dall’allora presidente Giuseppe Castiglione – a giugno 2014. Poi, l’esperto è diventato un dipendente part-time: “Aveva un curriculum di un certo tipo, era stato capo di gabinetto di Veltroni aveva esperienza nella migrazione – spiega Aloisi – e non potevamo sospettare. Del resto ha partecipato a un bando predisposto dal direttore Giovanni Ferrara”. Ad ogni modo, dopo l’arresto sono scattati i provvedimenti: “Già ieri – spiega il sindaco – Odevaine è stato sospeso dall’incarico”.

E la politica va all’attacco. “Da tempo denunciamo ombre sulla gestione finanziaria del Cara di Mineo, il coinvolgimento di Luca Odevaine nell’inchiesta Mondo di Mezzo, che ha portato alla luce un intreccio di interessi tra mafie, politica e affari, ci conferma i dubbi e ci spinge a chiedere che sia fatta immediata luce sulla gestione del Centro per richiedenti asilo più grande d’Europa”, dice il deputato di Sinistra Ecologia e Libertà Erasmo Palazzotto. “Ad oggi – osserva Palazzotto – Odevaine continua a percepire lauti compensi dalla struttura di Mineo, di cui è sia dipendente part time che consulente, indennità di diverse migliaia di euro che stonano con le condizioni, anche queste più volte denunciate, della struttura fortemente voluta dall’attuale sottosegretario Castigilione. La revoca degli incarichi a Odevaine ci appare quindi un atto di indispensabile trasparenza”. Palazzotto chiede la chiusura del centro di Mineo.

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