
Le equipe multidisciplinari della SAMOT ETS si attivavano quando la malattia ha già fatto il suo corso. Quando non si può più guarire. Quando rimane da curare la sofferenza, non la causa.
Da quarant’anni entriamo nelle case delle persone nei momenti più fragili della loro vita.
Abbiamo visto tutto.
Abbiamo ascoltato parole che tornano sempre uguali:
“Se lo avessi scoperto prima …”
“Se avessi fatto quel controllo…”
“Se non avessi rimandato…”
La verità è semplice e non sempre comoda da dire.
Molte malattie oncologiche non si possono evitare. Molte altre si.
E soprattutto molte possono essere diagnosticate ancora in tempo.
La prevenzione non è un consiglio. Non è una possibilità tra le tante. È una responsabilità.
Verso noi stessi. Verso chi ci ama. Verso chi potrebbe trovarsi a prendersi cura di noi quando sarà troppo tardi.
Noi della SAMOT continueremo a fare ciò che abbiamo sempre fatto: esserci, fino alla fine, quando la malattia non lascia più spazio.
Ma oggi sentiamo il dovere di dire qualcosa di più.
Vorremmo trovare meno dolore.
Meno storie che potevano andare a finire diversamente.
Per questo chiediamo a tutti:
di non rimandare un controllo;
di aderire agli screening;
di ascoltare il proprio corpo;
di scegliere ciò che protegge la nostra salute.
Non possiamo cambiare ciò che vediamo ogni giorno.
Ma possiamo evitare che accada ad altri.
La prevenzione non salva solo la vita.
Evita tutto quello che viene dopo.
SAMOT da quarant’anni accanto alle persone.
Oggi anche prima.


