CATANIA. Il Gal Etna riparte. Il nuovo corso della programmazione riprende attraverso una serie di attività di animazione del territorio basata su diverse modalità di consultazione (incontri, riunioni, forum, piattaforme web) con lo scopo di coinvolgere la comunità locale e, insieme ad essa, definire la proposta di Strategia di Sviluppo Locale. Attraverso il confronto tra le varie componenti della comunità locale è più facile individuare i principali problemi del territorio e le loro cause, le esigenze e le opportunità, indicare ed individuare obiettivi comuni. La “costruzione” della strategia, infatti presuppone a monte un’analisi del territorio effettuata dai GAL assieme dagli altri attori locali (analisi Swot), che dovrà servire a individuare il percorso di sviluppo più appropriato e condiviso da perseguire con la strategia medesima, concordando le priorità dello sviluppo.
La selezione della strategia di sviluppo locale di tipo partecipativo avverrà attraverso due fasi.
La prima fase prevede la presentazione del partenariato che costituirà il GAL (Gruppo di Azione Locale) e la definizione del territorio e della popolazione interessata dalla strategia, nel rispetto di quanto previsto dai regolamenti dell’Unione Europea e conformemente a quanto indicato nell’Accordo di partenariato che sarà sottoscritto a conclusione degli incontri in corso.
La seconda fase prevede, invece, la predisposizione e la presentazione dei PAL (Piani di Azione Locale) da parte dei partenariati legalmente costituiti. La Regione avvierà la selezione delle strategie di sviluppo locale di tipo partecipativo presentate dai vari GAL ed approverà la graduatoria al massimo entro il 28 ottobre.
Per la cronaca, il GAL Etna comprende i territori dei Comuni di Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Catenanuova, Centuripe, Maletto, Maniace, Ragalna, Santa Maria di Licodia. E da ieri anche Paternò.

