Sarebbe importante per la Chiesa condividere tutte le azioni messe in campo allo Zen e in altri quartieri, con quanti sacerdoti e suore e con quali risorse proprie

Sarebbe importante per la Chiesa condividere tutte le azioni messe in campo allo Zen e in altri quartieri, con quanti sacerdoti e suore e con quali risorse proprie
...e don Scordato. Tutta la Chiesa palermitana sembra essere presente allo Zen. Ma non si vede alcun intervento di chi amministra la cosa pubblica. Silenzio da Delle Aquile, da D'Orleans, ma anche da Whitaker.
Ma la domanda sorge spontanea,chi autorizza un circo a montare su uno spazio pubblico,magari comunale o anche se fosse privato,il comune un minimo di autorizzazione dovrà darla?....se è così,basta non accettare più un circo che ha animali....o no?
Sono d'accordo con te, sono forti perche' manca lo stato.
Ci sarebbe da sghignazzare se non fosse per le condizioni della sicilia e dover assistere a queste ridicole commedie
Prendo atto che il mito delle riforme senza spesa è duro a morire. Le riforme si fanno mettendo soldi non togliendoli. I paesi più efficienti basano la loro efficienza su un adeguato ammontare di spesa non certo tramite tagli. L’idea che con i tagli si raggiunga l’efficienza è solo retorica per legittimare un regime di austerity forzato.
Poi proprio la sanità, uno dei primi provvedimenti citati, è stato oggetto di tagli devastanti che l’hanno resa ormai finanziariamente virtuosa quanto incapace a garantire un livello dignitoso di servizio. E la parola razionalizzazione senza soldi non cambia lo scenario. L’unica soluzione sarebbe invece -questo si con spesa regionale invariata- pretendere che lo Stato centrale paghi la sua quota di spesa sanitaria che sistematicamente non versa incorrendo anche in sentenze avverse della Corte dei Conti e della Consulta.
E si potrebbe continuare con i fondi europei che puoi razionalizzare quanto vuoi ma senza il cofinanziamento non partono proprio.
Se la speranza per risollevare l’isola è questa, meglio gettare la spugna.
Non è l’occasione per riformare , è l’occasione per chiudere – Abbassare la saracinesca come un negozio con la scritta: grazie, ma abbiamo fallito e chiediamo scusa ai siciliani-
ma non è meglio che tutti i politici passati ed attuali si taglino almeno metà di tutto quello che percepiscono e se ne vanno facendo entrare gente seria? perchè se vogliono discutere lo trovano il tempo, fanno solo teatro e basta
Iniziamo con le nomine….fin quando la politica distribuisce poltrone per logica di appartenenza e non per competenze, questo paese è perso e condannato.
Vediamo se Fratelli d’Italia può resistere a mettere un iscritto al partito o un membro della massoneria come nuovo sovrintendente del Teatro Bellini di Catania……….. con la scusa di mettere uno/a che è già stato sovrintendente altrove, si nominerà un fedele obbediente, pur sapendo che chi è già stato sovrintendente altrove non ha lasciato una buona eredità……altrimenti i teatri non sarebbero tutti indebitati con decreti ingiuntivi e gente non pagata ovunque.
Caro Assessore al turismo regionale….vediamo di che pasta sei fatto……..riforma o la solita minestra riscaldata?????
I tagli alla sanità sono rappresentati dal blocco dei concorsi e delle assunzioni, in compenso la rete proposta dall’assessorato, lascia in vita anzi potenzia ospedali inutili che assorbono risorse senza fornire alcun servizio se non gli stipendi degli operatori che vi lavorano. Quanto funzionerebbe meglio la sanità se le risorse fossero impegnate laddove si produce e non dove li indirizza una politica campanilista fallimentare
Dimezzate lo stipendio di sovrintendente e vediamo chi realmente vuole salvare il teatro!!!!