PALERMO – Non arriva nel momento migliore il 116esimo compleanno del Palermo. Anzi. Il penultimo posto in classifica, le quattro sconfitte di fila e un clima instabile intorno alla squadra. Zamparini stufo e senza più soldi da investire, un futuro societario incerto, le difficoltà di una squadra che stenta a macinare gioco e punti. Eppure il club di viale del Fante va celebrato, anche per rinvigorire uno spirito di appartenenza ultimamente venuto meno.
Il Palermo è un ragazzo di 116 anni, fondato il 1° novembre del 1900. Più di un secolo di alti e bassi, soddisfazioni e amarezze, l’onta di una radiazione negli anni ’80, le finali di Coppa Italia, l’eccentricità di Raimondo Lanza di Trabia, la vena romantica del presidentissimo Barbera, l’apoteosi a inizio millennio con l’epopea Zamparini, la parabola discendente, il fascino e il carisma di Renzo Barbera, a cui oggi è intitolata la vecchia Favorita.
Impianto talvolta vuoto, talvolta pieno. In questo momento divenuto ambiente per pochi intimi. Senza dimenticare il periodo “trapanese” durante i lavori che avrebbero trasformato la struttura di viale del Fante in vista dei Mondiali del 1990, la Champions, la serie C, i tanti tornei cadetti nell’anonimato, le proposte di azionariato popolare cadute nel nulla, E due colori a riempire il cuore: il rosa per i momenti magici, il nero nelle difficoltà. Tanti auguri, Palermo.

