PALERMO – Il gruppo Pd all’Ars ha sollevato il caso Siciliacque. Lo ha fatto nei giorni scorsi con un intervento del capogruppo Michele Catanzaro. “Il governo Schifani non può più nascondersi di fronte alle nostre richieste di chiarimenti sulla gestione di Siciliacque – ha detto -. Com’è possibile che una società che necessita continuamente di sostegno pubblico e che viene salvata con denaro dei cittadini siciliani, allo stesso tempo, da quando Italgas è entrata nel controllo societario, abbia avviato un sistema di affidamenti, consulenze, contratti di servizio, incarichi e appalti fiduciari che sembrano andare nella direzione opposta rispetto all’economicità e alla trasparenza?”.
La natura di Siciliacque
Siciliacque, la società che gestisce gli schemi acquedottistici della Sicilia, è partecipata al 25% dalla Regione Siciliana e al 75% da Idrosicilia, a sua volta controllata da Italgas Spa.
“Noi non contestiamo ideologicamente il socio privato – ha aggiunto Catanzaro – contestiamo una gestione che, da quello che emerge, appare sempre più orientata all’estrazione di valore dalla società piuttosto che al rafforzamento della sua capacità industriale”.
Il 17 luglio 2025 Catanzaro, insieme con i deputati del gruppo Pd, ha presentato una interrogazione urgente per chiedere chiarimenti sulle scelte gestionali di Siciliacque Spa, sui rapporti con il socio privato Italgas/Idrosicilia e sull’utilizzo di ingenti risorse pubbliche regionali.
“Ma a questa interrogazione così come a successivi atti ispettivi non è mai stata data risposta – ha detto in aula Catanzaro – appare evidente allora che il problema non è più soltanto Siciliacque, il problema è che il governo regionale ritiene evidentemente di potere ignorare il Parlamento siciliano anche su una materia così delicata che riguarda il servizio idrico di 1,3 milioni di cittadini, centinaia di milioni di euro di infrastrutture pubbliche, l’impiego di risorse regionali straordinarie e il rischio di gravissime distorsioni gestionali in una partecipata strategica”.

