ROMA – “Dagli studi svolti risulta che il Ponte è la migliore risposta alla domanda di un più efficiente e moderno sistema di collegamento tra la Sicilia, la Calabria e il resto del Continente, con un risparmio di tempo di circa un’ora per i veicoli e di due o tre ore per i treni”. Così l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, in audizione Commissione sull’insularità alla Camera.
“Grande opera per il Paese”
“In questo quadro il Ponte è una grande infrastruttura del territorio e al tempo stesso una grande opera per il Paese e per l’Europa. Infatti, il Consiglio Europeo ha confermato il Ponte sullo Stretto di Messina quale opera fondamentale del corridoio ‘Scandinavo-Mediterraneo’ ribadendone il ruolo strategico ai fini del completamento del principale asse sud-nord a livello europeo. Ad oggi su questo Corridoio insistono solo tre discontinuità: il tunnel del Fehmarn Belt tra Germania e Danimarca che è previsto essere completato nel 2029; il Tunnel del Brennero tra Austria e Italia che sarà completato nel 2032; e il Ponte sullo Stretto di Messina, che come detto sarà aperto al traffico nel 2033″.
“Per quanto riguarda le delibere della Corte dei conti – ha proseguito – la definizione del percorso da intraprendere potrà essere assunta dalle competenti Autorità di Governo, con il supporto della Stretto di Messina, una volta note le motivazioni riguardanti la ricusazione del visto da parte della Corte per la delibera del CIPESS e il III Atto aggiuntivo alla Convenzione”.
La fase realizzativa
“Completato il controllo di legittimità sulla delibera CIPESS da parte della Corte dei conti sarà avviata la fase realizzativa”, ha ricordato. “Al riguardo siamo fiduciosi e determinati a ottenere dalla Corte una registrazione piena nella convinzione di aver operato nel completo rispetto delle norme generali e speciali italiane ed europee relative alla realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina”.
“Nel 2033, con il completamento dell’opera, si aprono scenari del tutto nuovi che renderanno superato il concetto di insularità per una regione con 5 milioni di abitanti che, come valutato da uno studio condotto dalla Regione Siciliana, ha un costo annuale di circa 6,5 miliardi di euro pari al 7,4 per cento del PIL regionale, a valori correnti dell’anno 2018. Sarà un cambiamento epocale per la qualità della vita, la mobilità, il tessuto produttivo. Aperto 365 giorni l’anno 24 ore su 24, senza alcuna interruzione di traffico, è lo strumento per dare continuità a strade e ferrovie rendendo sostenibile il prolungamento dei servizi ad alta velocità in Calabria e in Sicilia”, ha poi affermato Ciucci.
“Auspico registrazione piena, non con riserva”
“Non so cosa abbia ascoltato o letto l’onorevole Bonelli, tanto da attribuirmi un comportamento ‘gravissimo’. Oggi l’audizione presso la Commissione parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità aveva ad oggetto proprio l’esame delle opzioni teoriche per la realizzazione del ponte alla luce delle delibere della Corte dei conti”. Così in una nota l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci.
“Nel riaffermare il pieno rispetto per la Corte dei conti, ho doverosamente riferito che la definizione del percorso da intraprendere potrà essere assunta dalle competenti autorità di governo, con il supporto della Stretto di Messina, una volta note le motivazioni riguardanti la ricusazione del visto da parte della Corte per la delibera del Cipess e il decreto interministeriale (Mit-Mef) di approvazione del III Atto aggiuntivo alla Convenzione. Contrariamente a quanto riferito da Bonelli ho anche detto che il nostro auspicio è di poter ottenere dalla Corte una registrazione piena, non ‘con riserva’, nella convinzione di aver operato nel pieno rispetto delle norme generali e speciali italiane ed europee relative alla realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina”.
“Ovviamente siamo pronti ad assumere le iniziative necessaria per conformare la delibera CIPESS e il Decreto Interministeriale di approvazione del III Atto aggiuntivo alla convenzione a quelle che saranno le motivazioni della Corte dei conti”, continua la nota. “Rilevo infine che è del tutto fuori luogo l’affermazione che “E’ l’intero impianto giuridico ed economico della concessione a essere stato giudicato illegittimo”, in quanto la mancata registrazione del decreto interministeriale ha riguardato il III Atto aggiuntivo alla Convenzione tra Stretto di Messina (concessionaria) e ministero delle Infrastrutture (concedente), che rimane attualmente vigente”.

