Il primo partito a Sala d'Ercole? |E' l'eterna Democrazia Cristiana - Live Sicilia

Il primo partito a Sala d’Ercole? |E’ l’eterna Democrazia Cristiana

Uno schieramento trasversale di matrice democratico cristiana conta più di 25 deputati.

Regionali
di
7 Commenti Condividi

PALERMO – Sì, certo, i grillini. E come no, i leghisti. E i forzisti e gli autonomisti. E pure i vecchi missini. C’è un po’ di tutto nella nuova Ars uscita dalle urne del 5 novembre. Ma un partito resta il primo. L’imbattibile. Il sempreverde. È il partito dei democristiani, sempre e comunque primi a Sala d’Ercole.

Gratta gratta dietro ai singoli nuovi di zecca o comunque recenti, è lo scudo crociato che viene fuori. Dappertutto.

Prendete il Pd. Ha eletto 11 deputati. Due vengono dai Ds. E gli altri? Peppino Lupo, già Margherita, già segretario della Cisl, è ascrivibile a pieno titolo alla storia del cattolicesimo democratico. Come Baldo Gucciardi che fu dirigente del Partito Popolare Italiano. Viene dal mondo democristiano, di stampo cuffariano, anche il neodeputato di Sciacca Michele Catanzaro. Nella Dc si è fatto le ossa Nello Dipasquale. Fu eletto nell’Udc all’altro giro Luca Sammartino, il recordman delle preferenze. Trascorsi nel centrodestra in area cuffariana anche per Luisa Lantieri. Democristianissimo è anche l’ex Mpa Anthony Barbagallo. La Quercia da queste parti è quasi un ricordo.

Poi c’è Sicilia Futura, coi suoi due deputati, Edi Tamaio e Nicola D’Agostino, entrambi d’estrazione democristiana come il loro leader Totò Cardinale.

E si passa al centrodestra. Lì c’erano almeno due liste dichiaratamente d’ispirazione democristiana. Quella dei Popolari e autonomisti ha ottenuto sei deputati. Tutti con sangue Dc. Da Roberto Di Mauro, già delfino di Gaetano Trincanato ai tempi d’oro della Balena Bianca, a Toto Cordaro, da Roberto Lagalla, altro democratico cristiano, al senatore Giuseppe Compagnone, già Udc, e al democristianissimo Pippo Gennuso.

Poi c’è l’Udc di Cesa, che della Dc di De Gasperi ha il simbolo dello scudo crociato. E porta all’Ars un altro plotoncino democristiano composto da Mimmo Turano, Margherita La Rocca Ruvolo, Giovanni Bulla, Cateno De Luca, Vincenzo Figuccia ed Eleonora Lo Curto.

In Forza Italia ecco Luigi Genovese, il giovanissimo rampollo della dinastia Dc di Messina, che vanta nell’albero genealogico senatori, deputati e ministri. E poi Orazio Ragusa, che ha traslocato di fresco proprio dall’Udc, partito democristiano in cui ha militato anche Riccardo Savona e da cui è transitata anche Marianna Caronia. Curriculum democristiano anche per il catanese Alfio Papale, che fece in tempo a militare nella Dc. Democristianità doc anche nelle liste musumeciane, con Giusy Savarino, già deputata Udc e tradizione familiare scudocrociata.

E arriviamo così sopra quota 25. Altro che grillini. Nella Sicilia bianca, il primo partito è sempre la Dc.


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

7 Commenti Condividi

Commenti

    Ottimo articolo. Fatelo leggere a Salvini e Meloni perchè sono convinti che Musumeci ha vinto per l’1% di Noi con Salvini e per il 4% di Fratelli d’Italia (uniti hanno preso il 5%).
    Musumeci ha vinto per il centro. La Sicilia moderata, centrista, bianca ed eternamente democristiana ha votato per Musumeci.
    La destra sovranista e leghista invece spaventa i siciliani che sono in maggioranza moderati e cattolici.

    Cosa ci trovate di strano? I siciliani sono democristiani nel loro dna, anzi per la precisione andreottiani anche se purtroppo il buon Giulio non è più tra noi.

    E già, bravo Toscano hai visto bene, primo partito la dc!

    Quando la poltica chiama, la DC risponde

    Evviva il rinnovamento. Volti nuovi che hanno a cuore il futuro della Sicilia e zucchero che non guasta bevanda le proprie finanze. Si può sapere quanto noi siciliani, almeno quelli che pagano le tasse, pagheremo mensilmente questi signori.

    Siamo o non siamo la Regione del Gattopardo?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.