CATANIA- Il coordinamento delle indagini sul duplice agguato di Riposto da parte del procuratore Capo Giovanni Salvi è riuscito a evitare l’ennesima guerra per il controllo del territorio. Due gruppi contrapposti erano pronti a tutto per gestire droga ed estorsioni, e qui c’è il valore aggiunto delle indagini affidate al Pm Marco Bisogni ed eseguite dai carabinieri di Alessandro Casarsa e dalla Guardia di Finanza di Roberto Manna. A loro è andato il ringraziamento di Bisogni “per essere stati operativi a qualunque ora del giorno e della notte, con i telefoni sempre accesi. Solo in questo modo è stato possibile, grazie alle cimici della finanza, ascoltare in diretta un agguato e intervenire prontamente grazie al controllo del territorio dei carabinieri”
“È in corso – esordisce Salvi – un riassetto dei gruppi criminali per colmare i vuoti provocati dagli arresti dei vertici. Ancora una volta riusciamo a intervenire molto rapidamente grazie alla capacità di essere presenti sul territorio. La Guardia di Finanza monitorava un gruppetto grazie a un’ambienale posizionata in un’autovettura nella quale sono stati esplosi i colpi d’arma da fuoco”. Salvi punta l’attenzione sullo stretto rapporto di collaborazione con Casarsa e Manna.
Il comandante provinciale dei carabinieri ricostruisce la dinamica delle vicende: “Alle 17.00 Sebastiano Glori va in ospedale ferito, le sue dichiarazioni non corrispondevano al vero. I carabinieri di Giarre hanno monitorato un gruppo dedito all’attività di spaccio arrestando in flagranza il commando che aveva preparato due macchine con persone armate. La BMW è stata bloccata e dall’attività della Finanza e stato possibile individuare i componenti del commando. Siamo riusciti a evitare una escalation che avrebbe comportato un notevole spargimento di sangue”.
Soddisfatto anche Roberto Manna: “L’intercettazione ha consentito di ricostruire l’assalto a Falzone e comprendere l’intento omicidiario di quella spedizione”
“Erano intenzionati a fare un “gioco di fuoco – conclude Casarsa – ma ma capacità che la magistratura ha avuto nel coordinarci è riuscita ad assicurare i responsabili alla giustizia”.

