TAORMINA – Le immagini delle telecamere di videosorveglianza le avevano incastrati mentre tentavano di trasformare in cenere lo scorso mese di Maggio il lido Meridien di Taormina, uno dei luoghi cult della movida sulla riviera jonica. E’ finito ai domiciliari infatti, C.G., 58enne agente di commercio catanese, a seguito di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Messina. Provvedimento di allontanamento dai luoghi frequentati dalle vittime per il complice S.C., 36enne catanese, commerciante di abiti, ritenuto il complice della mente del disegno criminale. Il 58enne è infatti uno degli ex gestori dello stesso locale che voleva mandare in fumo: dietro secondo i carabinieri ci sarebbero dei dissapori con il nuovo titolare del lido. I due provvedimenti sono stati eseguiti dai militari di Taormina che hanno condotto le indagini riuscendo in poco tempo a risalire all’identità degli autori dell’incendio e a denunciarli all’autorità giudiziaria che in meno di un mese ha emesso le due ordinanze cautelari.
LA CRONACA DEI FATTI. Una vendetta legata a rancori mai rimarginati sarebbe la causa scatenante che ha spinto l’agente di commercio di 58 anni e il commerciante ad appiccare le fiamme al lido Meridien di Contrada Spisone a Taormina. Già poche ore dopo l’episodio i carabinieri della Compagnia di Taormina, che li hanno denunciati per incendio doloso aggravato, erano sulle loro tracce. Le immagini del sistema di videosorveglianza del locale hanno infatti sin da subito portato all’esclusione del corto circuito e poi anche della ritorsione legata al racket. Il video ha immortalato nitidamente il volto del 58enne, riconosciuto subito dai gestori, inchiodandolo alle sue responsabilità. L’uomo sarebbe uno degli ex gestori della struttura, l’ex “Panasia”, divenuto in pochi anni luogo di ritrovo della movida taorminese per migliaia di catanesi.
I nastri hanno rivelato che i due uomini, dopo aver raggiunto dalla spiaggia la veranda del locale, hanno iniziato a cospargere divanetti, tende, mobili, attrezzature musicali ed altre suppellettili di liquido infiammabile. Il rogo, alimentato dalla benzina, si è propagato velocemente finendo con il coinvolgere anche le scarpe ed i pantaloni di uno dei due piromani, che si è prontamente gettato in mare. Solo dopo aver concluso la loro azione i due hanno lasciato la spiaggia. Un gesto che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi dei danni materiali. A pochi metri dal rogo, infatti, stavano riposando alcune persone.
Alle prime ore del mattino, del giorno dopo l’incendio, i carabinieri hanno raggiunto il capoluogo etneo, conducendo il presunto responsabile nella Caserma dei carabinieri della Compagnia di Piazza Dante, dove l’uomo è stato sottoposto ad interrogatorio. Poco dopo l’agente di commercio ha confessato, raccontando anche i motivi che lo avrebbero spinto a compiere il gesto. Rancori personali direttamente legate alla struttura balneare che lo stesso, secondo indiscrezioni, avrebbe gestito alcuni anni addietro.
I militari hanno identificato anche il secondo autore dell’incendio, raggiungendolo nel proprio negozio in pieno centro a Catania. Il 36enne ha raccontato di aver solo accompagnato l’amico ma di essere estraneo alle vicende personali che lo avrebbero spinto alla vendetta. I danni, secondo le stime del titolare, ammontavano a circa 50mila euro.

